La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1928/29
Campionato Prima Divisione Nazionale
Il primo campionato Nazionale disputato dal Cagliari, è quello relativo alla stagione 1928-29. Per meglio comprendere quello che racconteremo, va anzitutto detto com’erano strutturati i campionati nazionali di calcio all’epoca. In Italia, anche ai massimi livelli, non c’era il girone unico come avviene ai giorni nostri. Infatti proprio il massimo Campionato 1928-29, per la cronaca vinto dal Bologna, fu l’ultimo a più gironi, se si fa eccezione per il Campionato immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale, cioè quello del 1945-46. Ma in questo caso è facile comprendere che, per motivi logistici, l’organizzazione di un torneo Nazionale di calcio, in un’Italia massacrata dai bombardamenti, era un’impresa che giocoforza comportava problemi tali da rendere impossibile l’istituzione di un girone unico, che comunque si tornerà ad avere dalla successiva stagione 1946-47 fino ai giorni nostri.

Il suddetto massimo campionato italiano del 1928-29 comprendeva 32 formazioni, in massima parte del norditalia, suddivise in due gironi da 16 squadre che davano vita ad un campionato di 30 giornate con gare di andata e ritorno. Le due vincenti di ciascun girone disputavano la finale ancora con la formula dell’andata e ritorno. Si trattò di Torino e Bologna e, come detto, fu quest’ultima ad affermarsi. Il massimo campionato era denominato “Divisione Nazionale Serie A”, quello immediatamente sotto, campionato di Prima Divisione. Sotto il quale c’era, a sua volta, il Campionato di Seconda Divisione. E qui ci fermiamo.

Come detto era prevista l’importante e, per così dire, epocale, rivoluzione del calcio italiano, con l’istituzione del girone unico in quello che era denominato campionato di “Divisione Nazionale Serie A”. Per compiere questo passo, poiché le formazioni del massimo campionato, come detto, erano ben 32, suddivise in due gironi, si pensò di creare un campionato intermedio tra la Divisione Nazionale Serie A e la Prima Divisione. Fu denominato, seguendo la logica, campionato di “Divisione Nazionale Serie B” e la sua prima edizione fu, quindi, quella del 1929-30. In seguito, come è facilmente comprensibile, la denominazione fu abbreviata e semplificata nelle attuali denominazioni, arrivate dunque ai giorni nostri di “Serie A” e “Serie B”.

Tornando alla Prima Divisione, per motivi legati alla difficoltà dei trasporti, considerato che allora le comunicazioni tra il centro nord e il sud dell’Italia erano per davvero deficitarie e difficoltose, c’erano due comitati indipendenti per l’organizzazione del torneo, uno settentrionale e uno meridionale. Il campionato di Prima Divisione Nord era suddiviso in tre gironi, quello di Prima Divisione Sud in quattro gironi. Addirittura, nel campionato meridionale, il quarto di questi gironi aveva a sua volta due sottogironi, suddivisi con criteri geografici, uno campano e uno siciliano.

Parlando, appunto, del campionato meridionale, che è quello che ci interessa, i gironi erano denominati A, B, C e D divisi anch’essi con criteri geografici. I comitati regionali calcistici esistenti all’epoca erano quelli di Abruzzo, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia con i gironi A e D composti da 12 formazioni, gli altri due da 8. Passavano il turno due squadre a girone. Le 8 qualificate accedevano alla fase successiva, praticamente delle semifinali promozione, dove venivano suddivise in due gironi di quattro squadre ciascuno che davano vita ad un altro torneo di sei giornate con gare di andata e ritorno. Le due vincenti si contendevano, in gara di finale, sempre con la formula della partita di andata e ritorno, il tanto agognato posto nella neonascente Serie B.

Per rendere meglio l’idea della cervelloticità dell’organizzazione del tutto, basti pensare che l’ultima partita, cioè la gara di ritorno della finale, che promuoverà il Lecce, fu disputata domenica 4 agosto 1929.

Tutto questo per dare vita ad un campionato di Serie B 1929-30 che comprendeva le 14 squadre classificate sotto il nono posto nei due gironi della Serie A più le tre prime classificate di ciscun girone del campionato di Prima Divisione Nord e la vincitrice del campionato di Prima Divisione Sud (come detto, il Lecce) per un totale di 18 squadre.

Terminata questa lunghissima divagazione, possiamo tornare al destino del nostro Cagliari. La formazione sarda fu aggregata, come logica e geografia imponeva, al girone laziale, nel quale era compresa anche, a completare i quadri, l’unica rappresentante dell’Umbria, nella fattispecie la Ternana. Girone di dodici squadre, dieci delle quali del Lazio. Qui ci fermiamo con la descrizione e scendiamo più nel dettaglio del torneo.

La prima fuga è della Virtus Goliarda di Roma, a punteggio pieno dopo quattro gare, tallonata dal Tivoli, con i rossoblù nella scia delle migliori fin dalle prime battute. A metà girone la Virtus perde terreno e cede il comando al Tivoli che non potrà resistere a lungo alla rimonta del Cagliari. Il sorpasso avviene proprio in occasione dello scontro diretto. E’ l’undicesima giornata, ultima di andata e ultima dell’anno solare 1928 e il Cagliari, ospite della capolista e con un punto di svantaggio in classifica, espugna Tivoli e prende la testa della graduatoria per non abbandonarla più.

I cagliaritani disputano un girone di ritorno ad un ritmo insostenibile per le rivali e vincono così brillantemente il girone che li porterà al turno successivo, quello che assegna un posto in Serie B, chiudendo con un vantaggio di ben otto punti sulla Ternana, seconda classificata e dunque ammessa anch'essa alla fase successiva. Curiosamente rileviamo nel girone del Cagliari la presenza di una formazione denominata Juventus che utilizzava casacche bianconere. C’è da chiarire che non si tratta della formazione di Torino ma di un’omonima formazione romana che qualche tempo dopo cesserà la sua storia fondendosi e dando vita all’Almas Roma. Certo, leggere nella storia di questo campionato la 18ma giornata di domenica 10 marzo 1929 e trovare tra le sei partite il risultato Cagliari-Juventus 10-1 (dieci a uno!) fa comunque sempre un bell’effetto.

Una volta passato il turno successivo, il Cagliari capitò con Lecce, Palermo e Foggia. Alla quinta giornata, domenica 30 giugno 1929, con gare di calendario previste Cagliari-Palermo e Lecce-Foggia con classifica che vedeva il Palermo in testa con sei punti, quindi Lecce 5, Cagliari 3 e Foggia 2, avvenne un fattaccio.

Sul campo il Cagliari prevalse con il punteggio di 3 a 2 ma a fine gara si scatenò una rissa che indusse la Federazione ad assegnare la vittoria a tavolino al Palermo. Il Cagliari, per tutta risposta, avendo perso ogni velleità di promozione, per pareggiare il dispetto subito dal Palermo, rinunciò alla successiva ultima di calendario che lo vedeva opposto proprio al Lecce, diretto rivale del Palermo nella corsa alla qualificazione al turno successivo, dando così i due punti ai salentini che, anche in virtù della clamorosa sconfitta del Palermo nel concomitante incontro contro il Foggia, consentì ai giallorossi pugliesi di scavalcare all’ultima giornata il Palermo e accedere alla finale promozione, poi vinta a danno del Taranto. In realtà la gara tra Cagliari e Lecce venne effettivamente disputata ma solo in forma amichevole e vide il rotondo successo della formazione sarda affermatasi col punteggio di 5 a 1.