La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1942/43
Campionato Prima Divisione Regionale Sardegna
Stagione 1942-43, periodo difficilissimo per la città di Cagliari per via della guerra. Il conflitto volge decisamente al peggio e la città subisce pesanti e devastanti bombardamenti. Ciononostante si organizza coraggiosamente il Campionato Regionale Sardo di Prima Divisione, che, finchè dura la guerra, non mette in palio niente. Impensabile per le squadre sarde varcare il mare per disputare un Campionato Nazionale.

Ai nastri di partenza ci sono sette squadre per tre partite per quattordici giornate e una squadra a riposare ogni giornata. Poi, alla vigilia, si ritira il Carbonia, e le partite per ogni giornata diventano due con due squadre a riposare ogni giornata, tranne un turno per girone con una squadra a riposare. Viene stilato il calendario e il Campionato parte domenica 31 gennaio 1943. Vi partecipano, oltre il Cagliari, i Campioni in carica del Medusa Bosa, destinati a giocare in casa a Macomer, quindi Alghero, Olbia, Torres e il Valderoa, squadra di Villacidro.

Che partono in maniera bruciante sconfiggendo l’Alghero 11 a 0 all’esordio e vincendo 3 a 0 a Olbia alla seconda giornata. I Campioni del Medusa Bosa sconfiggono anch’essi a Macomer l’Olbia con l’identico punteggio di 3 a 0 e, dopo il turno di riposo impostole dal calendario alla seconda giornata, dovranno scendere in campo nella tana della capolista per il big match di Villacidro tra Valderoa e Medusa del 14 febbraio 1943, alla terza giornata. L’attesissimo incontro, con la degnissima cornice di pubblico, terminerà 1 a 1.

Il Cagliari, dopo il turno di riposo imposto dal calendario alla prima giornata e prima della mancata disputa dell’incontro della terza giornata, da disputarsi in casa contro l’Alghero, causa il mancato arrivo della formazione catalana, che verrà sanzionata con la sconfitta a tavolino con punteggio di 2 a 0, scende in campo due volte riportando altrettante sconfitte in altrettante trasferte e sempre con il punteggio di 2 a 0, a Sassari alla seconda giornata il 7 febbraio e a Olbia il 21.

A Cagliari non scenderà mai in campo perché poi, a fine febbraio, la città, già provata da altri bombardamenti, subisce una recrudescenza e il capoluogo sardo viene letteralmente distrutto e devastato causando la sospensione del campionato. In un atmosfera di lutto e morte anche lo sport viene sconfitto e per rivedere rotolare il pallone bisognerà attendere la stagione 1944-45.