La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1946/47
Campionato Prima Divisione Regionale Sardegna
Con questa stagione 1946-47 il Cagliari abbandonerà per sempre i Campionati Regionali e tonerà in modo definitivo a livello nazionale. Ai vertici societari registriamo l’avvicendamento che porterà alla presidenza di Emilio Zunino, che diventerà il numero uno della dirigenza rossoblù a stagione iniziata, dopo un breve interregno di Umberto Ceccarelli.

Le squadre ai nastri di partenza sono pari, sedici, e il calendario viene perciò concepito per un regolare andamento del torneo con trenta giornate con otto partite ciascuna e nessuna squadra a riposare. Si parte a fine novembre e si termina a giugno.

Sarà un campionato memorabile per gli sportivi perché la forzata lontananza del calcio sardo dal resto di quello italiano, causa la guerra, offre l’occasione, storicamente unica e irripetibile, di vedere insieme tutte le migliori espressioni del calcio in Sardegna e lo svolgimento del campionato, molto equilibrato, specialmente in testa alla classifica, non deluderà le attese degli appassionati. Non manca nemmeno il derby stracittadino, visto che il capoluogo, oltre al Cagliari, vede ai nastri di partenza anche la squadra dell’Aquila. Le compagini più ambiziose sono Carbonia, Olbia, Quartu, Torres e, naturalmente, il Cagliari. In realtà la Torres rimane attardata e terminerà al quarto posto lontana dalle prime tre e senza mai dare l’impressione di potere lottare per il vertice. Peggio ancora l’Olbia che terminerà nei bassifondi della classifica.

La vittoria del campionato è un discorso a tre tra le meridionali Cagliari, Carbonia e Quartu che, ben presto, scavano un solco insormontabile con la concorrenza. Impressionante il rendimento interno di Carbonia e Quartu, che faranno il pieno: quindici vittorie in altrettante gare. E sarà una volata avvincente tra queste tre squadre fino all’ultimo, con ribaltoni di giornata in giornata. Accade anche, è il caso della ventesima giornata, che le tre squadre siano tutte in testa a pari punti. Va anche, però, detto, che la classifica, di giornata in giornata, è di difficile interpretazione a causa dei vari rinvii per il maltempo ma anche per i troppi reclami relativi a numerose partite che, non di rado, venivano prima accolti e poi rigettati o viceversa, con classifica ogni volta da aggiornare a seconda delle decisioni della Giustizia Sportiva.

Oltretutto, c’è un avvenimento che stravolge il campionato perché alla dodicesima giornata a La Maddalena, sul finire della partita tra Ilva e Tharros, che si concluderà sul 2 a 2, l’arbitro viene aggredito da alcuni calciatori dell’Ilva e da alcuni spettatori. La Giustizia Sportiva, a seguito della lettura del referto arbitrale, punirà in una maniera severa ed esemplare l’Ilva escludendola immediatamente dal campionato, con, tra le conseguenze, la classifica da aggiornare perché le partite disputate dall’Ilva vengono annullate. L’Ilva, naturalmente, presenta ricorso e nel frattempo il campionato va avanti con una squadra a riposare ogni turno. Il tutto per tre giornate perché il reclamo dell’Ilva, esaminato in sede Nazionale, viene accolto e la squadra riammessa. Con squalifica esemplare ai calciatori responsabili e con squalifica del campo per la squadra fino al termine del campionato. Che avrà, pertanto, varie partite da recuperare che vengono, in alcuni casi, disputate infrasettimanalmente, in alcuni in una domenica di sosta di campionato appositamente creata, con allungamento di una settimana sulla fine dello stesso, e in altri casi addirittura dopo il termine del medesimo.

La fase più avvincente per la lotta al vertice si ha con l’arrivo della primavera.

22ma giornata: è il Quartu in testa, con un punto di vantaggio sul Carbonia e due sul Cagliari. Il turno successivo la capolista perde lo scontro diretto a Carbonia, che passa così in testa con un punto di vantaggio sulle due rivali.

24ma giornata: il Carbonia, sconfitto a Ozieri, retrocede al terzo posto.

25ma giornata: Carbonia che pareggia e perde ancora terreno nei confronti delle rivali che vincono.

Alla 26ma il campionato prende la piega che risulterà decisiva. Il Quartu sconfigge in casa nello scontro diretto il Cagliari prendendo così la testa solitaria per non abbandonarla più. Quartu che vince così il campionato e le altre due piazze vengono decise dallo scontro diretto della 28ma con il Cagliari che, sconfitto a Carbonia, si deve accontentare del terzo posto, due punti sotto i minerari e a quattro dalla vetta. In verità i rossoblù potrebbero agganciare al secondo posto il Carbonia perché c’è da recuperare una gara, quella di Tempio della 16ma giornata, rinviata per nebbia, ma il Cagliari, oramai demotivato, uscirà sconfitto in Gallura nella partita che si disputerà con il resto del campionato già terminato.

Un campionato nel quale è stato dominante il fattore campo con, come già detto, due squadre a vincere tutte le gare disputate sul terreno amico, altre due, cioè il Bacu Abis e il Cagliari, senza sconfitte casalinghe e ben cinque formazioni senza nessun successo esterno.

Però, oramai finita da tempo la guerra, sono maturati i tempi perché la Sardegna torni a disputare i campionati Nazionali, per i quali servono dei precisi parametri logistici, economici, strutturali, societari e bacino d’utenza. Caratteristiche non possedute dal Quartu il cui successo, che sarà quindi solo platonico, non lo porterà via dal Campionato di Prima Divisione, che disputerà anche la stagione successiva. Il Cagliari viene, dunque, ammesso d’ufficio per la stagione successiva ad una Serie B che comprenderà ben 54 squadre suddivise in tre gironi da 18 ciascuno. Carbonia, Olbia e Torres verranno ammesse alla Serie C.