La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1952/53
Campionato Serie B
Il Cagliari torna a disputare un campionato di Serie B, a seguito di promozione sul campo, dopo un ventennio, visto che l’ultima promozione, per così dire, agonistica, giunse al termine della stagione 1930-31 e visto che la precedente partecipazione, fugace e disastrosa con ultimo posto finale (stagione 1947-48), avvenne a seguito di ammissione d’ufficio dei rossoblù, a parziale riscatto del disastro della guerra che impedì, di fatto, causa l’insularità, qualsiasi spostamento nella penisola, con conseguente obbligo di partecipazione solamente a campionati regionali.

Ai nastri di partenza di questo campionato vi sono 18 formazioni, anziché venti come un anno prima, con due promozioni e due retrocessioni. La concorrenza per il passaggio in Serie A è agguerrita, con Brescia, Messina e Catania, tutte squadre di vertice la stagione precedente, tra le più accreditate, così come il glorioso Genoa, al suo secondo torneo consecutivo di B e anch’esso reduce da un campionato di vertice e voglioso di migliorarlo, nonchè il neoretrocesso Legnano.

In quanto al Cagliari, unica neopromossa dopo una durissima selezione a seguito del brillantissimo e vincente Campionato di C della stagione precedente, ci sarà la disputa di un grandissimo torneo dove sorprende e riveste un ruolo di assoluto protagonista lottando fino all’ultimo per la promozione.

I rossoblù, sconfiggendo il Vicenza all’Amsicora il 23 novembre alla decima giornata, prendono addirittura la testa della classifica, riuscendo a tenerla per ben 14 domeniche consecutive, fino all’8 marzo, a seguito della sconfitta per 3 a 2 maturata sul terreno del Brescia e tagliando, dunque, al primo posto il giro di boa del campionato, cioè l’ultima di andata.

Il più alto picco positivo, i rossoblù lo conosceranno tra la 16ma e la 19ma giornata, allorquando, riportando una serie di quattro vittorie di fila, porteranno a tre il vantaggio sui secondi, il massimo stagionale. Ma da allora il Cagliari accusa un netto calo, disputando una serie di dieci partite consecutive senza vittorie che gli faranno perdere terreno in classifica.

Il sogno rossoblù, però, si spegne definitivamente solo all’ultima giornata, quando, nonostante impegnati sul terreno di un Verona già in salvo e tra l’altro sonoramente sconfitto 6 a 0 all’andata, vengono battuti con il punteggio di 3 a 1, con le concorrenti, entrambe vincenti, che avrebbero comunque reso vano anche un eventuale successo a Verona.

Il successo nel campionato va al Genoa che brinda alla matematica certezza con 180 minuti di anticipo sulla fine del torneo e lasciando ben sette formazioni divise da un punto (Catania e Legnano a quota 37 seguite da Brescia, Cagliari, Marzotto, Messina e Monza un punto sotto) con addirittura possibilità matematiche per altre due squadre, Treviso e Salernitana a quota 33, a lottare per un unico posto disponibile.

Il campionato ha la sua conclusione più logica, cioè il dovere ricorrere ad uno spareggio, visto che Legnano e Catania fanno il pieno nelle ultime due giornate e si contendono la promozione in una gara in campo neutro a Firenze, che vede il pronto riscatto del Legnano dopo un solo anno di B e il grande rimpianto del Catania, che manca il suo primo storico appuntamento con la massima Serie.

Leggendo la classifica salta all’occhio lo strano rendimento del Legnano, pressoché imbattibile in casa (appena un punto concesso) ma anche straordinariamente fragile in trasferta dove ottiene un solo successo e appena otto punti complessivi. Con solamente otto reti all'attivo, meglio solo del Marzotto e del retrocesso Siracusa. Ad ulteriore riprova della forza dei lombardi in casa, il fatto che proprio il Cagliari, che si rivelerà la squadra con il migliore attacco esterno, conoscerà proprio sul terreno dei lilla la peggiore sconfitta stagionale, un clamoroso rovescio, 5-0

Per i rossoblù, oltre al migliore attacco esterno, imbattibilità casalinga, secondo migliore attacco in assoluto e terzo interno con seconda peggiore difesa esterna (pesa la già citata sconfitta a Legnano).

Nelle retrovie della classifica, si conclude con tre squadre a contendersi due posti in B, cioè Siracusa e Piombino, appaiate a quota 27 e il deludente Padova, neoretrocesso dalla A. I veneti approfittano del calendario che li vede impegnati sul terreno dell’ultima, già retrocessa, con salvezza così ottenuta a spese del Siracusa che, non riuscendo a battere nello scontro diretto proprio il Piombino, che quindi si salva come il Padova, deve mestamente salutare la B insieme ad un’altra proveniente dalla A, la Lucchese.

Anche per questa stagione, visto l’ottimo campionato precedente, si sceglie di dare solo dei minimi ritocchi alla rosa, più che altro relativamente alle riserve. Le uniche partenze tra i titolari dell’anno prima, saranno quelle dell’attaccante Serone, dieci reti la stagione precedente, tanto bravo da passare al Torino in A e del difensore Stocco, mentre tra gli arrivi l’unico che troverà un minimo di continuità nello scendere in campo sarà il portiere Gualazzi, arrivato in prestito dal Genoa per fare il titolare ma che, causa un infortunio, lascerà notevole spazio anche al portiere-promozione Bolognesi. Tra i 19 rossoblù scesi in campo per questo campionato, i più presenti saranno Gennari e Golin con 33 partite a testa, seguiti da Morgia (32), Miolli e Pison (31) e Angelo Torriglia (30). Il massimo realizzatore sarà ancora Bercarich con 12 reti seguito da Golin a quota 11 e da Gennari e Pison a quota 9. Sul finire della stagione Domenico Loi, dopo un lustro alla presidenza, decide di lasciare la sua carica vacante con la società che, in attesa del successore, viene commissariata da Enrico Sforza.