La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1968/69
Campionato Serie A
In questa stagione 1968/69 il Cagliari si pone prepotentemente come candidata allo scudetto e comunque come una delle squadre italiane più forti e temute, capaci di ottenere qualsiasi risultato.

Nella dirigenza rossoblù si ha una novità nella stanza dei bottoni, precisamente nella poltrona presidenziale. Nella stagione precedente era stata commissariata a causa delle dimissioni di Enrico Rocca, con Giorgio Lombardi presidente pro tempore in attesa dell’elezione del nuovo numero uno da parte del Consiglio di amministrazione. Il presidente eletto non è un nome nuovo. Trattasi di Efisio Corrias, che ricoprì già questo incarico nella stagione 1954/55 e l’immediata conseguenza del cambio della guardia al vertice societario, è il richiamo di Manlio Scopigno, esonerato un anno prima da Rocca, alla guida tecnica della squadra, dopo un anno di parentesi Puricelli.

L’avvicendamento tecnico avviene all’immediata conclusione della stagione precedente, tant’è vero che sarà Scopigno a sedere in panchina per la Coppa Delle Alpi, ultimo impegno ufficiale della stagione 1967/68 prima delle vacanze. Riguardo al ritorno in panchina di Scopigno, personaggio straordinario aldilà del suo ruolo di tecnico, che tanto destava curiosità nell’ambiente sportivo dell’epoca, per il suo modo rivoluzionario nel quale ricopriva il suo ruolo, anche nei rapporti con la stampa, mettiamo in risalto un altro particolare, sul quale ci eravamo già, in qualche modo, soffermati nel racconto delle precedenti stagioni.

Come già accaduto nella sua precedente esperienza sulla panchina rossoblù (1966/67) si ha un’inversione di priorità nelle divise sociali. Con la bianca prima maglia e la tradizionale rossoblù come seconda. Leggenda narra che fu proprio l’allenatore a volere questo cambiamento, per motivi scaramantici. Possiamo dire, senza esagerare, che si trattò di un vero e proprio cambio epocale perché il grande Cagliari, nella fantasia di tutti i tifosi, viene proprio identificato con le casacche bianche che, nelle sbiadite immagini in bianco e nero arrivate ai nostri giorni, fa un po’ di effetto Real Madrid, a sottolineare il fatto che si era forti per davvero e in grado di fare paura e di competere alla pari anche con i migliori. E anche perché la tenuta bianca come prima divisa in luogo della tradizionale rossoblù resistette addirittura fino ai primi anni 80.

Riguardo i calciatori, rispetto al solito, c’è qualche movimento in più, e di quelli importanti. Ad esempio viene ceduto il pezzo pregiato Rizzo, da sei stagioni in rossoblù, alla Fiorentina. Dalla quale si ottengono, come contropartita tecnica, nientemeno che il portiere della Nazionale, Albertosi, e Brugnera, geniale centrocampista e uomo a tutto campo, capace sia in fase realizzativa sia in fase di ripiegamento. Esattamente come accaduto per Scopigno, Brugnera sarà immediatamente a disposizione dei rossoblù per la Coppa Delle Alpi. Con il Brescia, formazione di Serie B, scambio di difensori con Vescovi, da cinque stagioni in rossoblù, che parte in cambio di Tomasini. E sempre dalla B si ha un altro scambio con Ferrero che arriva al posto di Badari, nonché l’acquisto del difensore Zignoli dal Bari e la partenza del portiere Pianta al Mantova.

Il campionato parte con la novità regolamentare della possibilità di portare, oltre ad un secondo portiere, un altro calciatore di riserva in panchina con la facoltà di sostituire il compagno, a discrezione dell’allenatore, a partita in corso. Fermo restando il fatto si può comunque fare al massimo una sostituzione a partita per squadra. Gli avvii più brillanti in campionato sono del Milan campione in carica, della concittadina Inter, della Juventus e della Fiorentina. Nonché del Cagliari, naturalmente. Che parte in maniera addirittura bruciante e impressionante. 3-0 a danno del Palermo all’esordio e un roboante 6-1 sul campo del Varese alla seconda giornata. Viene così stabilito un primato per il Cagliari, quello di cinque vittorie consecutive in Serie A, dopo le tre finali del precedente campionato. Al termine della quale si hanno Cagliari, Fiorentina e Milan a quota quattro. Questi ultimi approfittano dello scontro diretto Cagliari-Fiorentina della terza giornata, che termina in parità, per portarsi da soli in testa ancora a punteggio pieno. Alla quarta il Cagliari conosce una sorprendente disfatta sul campo dell’Inter (0-4) e tocca il suo picco, per così dire, negativo, allorquando viene scavalcato dalla stessa Inter e si assesta al quarto posto in compagnia di Lane Rossi Vicenza e Juventus, che vincono i loro impegni casalinghi. Dalla domenica successiva, tuttavia, il Cagliari riprende la sua marcia sconfiggendo proprio il Lane Rossi Vicenza all’Amsicora con un netto 3-0 e avviando una lunghissima serie positiva. In questa giornata farà la sua unica apparizione nelle posizioni di vertice anche la Roma, quarta dopo la vittoria interna sulla Sampdoria. Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre il campionato assesta in maniera definitiva le sue posizioni di vertice. L’Inter, sconfitta in casa nello scontro diretto dalla Fiorentina all’ottava, e la Juventus, che incappa addirittura in tre stop di fila tra la nona e l’undicesima, tra cui uno scontro diretto interno contro il Milan, usciranno in maniera definitiva dal giro scudetto che fino alla fine vivrà di un’appassionata ed equilibrata lotta senza esclusione di colpi tra Cagliari, Fiorentina e Milan, che saranno tutt’e tre in testa, a pari punteggio, alla 18° giornata.

I rossoblù vivono un mese di novembre esaltante. Dopo la suddetta affermazione sul Lane Rossi Vicenza del 3, vincono sette giorni dopo sul campo della Juventus, con i quali dividevano il secondo posto in classifica alle spalle del Milan, e spazzano via nella loro seconda trasferta consecutiva la Roma il 17, che viene sconfitta con un inequivocabile 4-1. Il mese viene concluso nel modo migliore possibile. Successo soffertissimo contro il Torino, terzultimo in classifica ma irriducibile, battuto 1-0 con rete al 90mo minuto di Riva e primo posto in classifica in solitario con lo scavalcamento a danno del Milan, sconfitto a Bologna. Tutto questo proprio alla vigilia dello scontro diretto di San Siro, che terminerà sul nulla di fatto, confermando i rossoblù al primo posto da soli. Il magico anno 1968 si chiude al primo posto grazie ad altre due vittorie consecutive (entrambe in casa ed entrambe con tre reti all’attivo) e al pareggio a reti bianche a Verona, con Fiorentina e Milan appena un punto sotto.

In avvio di anno nuovo i rossoblù verranno affiancati per due giornate in testa dalla Fiorentina, ma chiuderanno il girone di andata da soli al primo posto. Con la più prolifica coppia di attaccanti, Riva-Boninsegna, venti reti in due con il solito Riva capocannoniere a quota 12. E con il primato eguagliato per quanto riguarda il punteggio in classifica nei campionati a sedici squadre: 24 su 30. Il girone di ritorno inizia a ritmo un po’ più basso per le tre prime della classe. Il Cagliari ottiene appena una vittoria (peraltro di prestigio, all’Amsicora contro l’Inter) nelle successive cinque giornate con quattro pareggi, tra cui quello clamoroso in casa contro il Varese, ma rimane in testa dopo due terzi di campionato perché Fiorentina e Milan, che non riescono a fare molto meglio, rimangono ad inseguire.

Alla 21ma, è il 9 marzo, il Cagliari, nell’unica partita in cui non giocherà Riva, viene sorprendentemente sconfitto in casa dalla Juventus e mette fine ad una serie positiva che durava da sedici giornate e più di quattro mesi. La testa della classifica passa così alla Fiorentina che riuscirà a tenerla fino alla fine anche se il Cagliari rimane sempre in agguato. In aprile vince all’Amsicora prima lo scontro diretto col Milan e tre domeniche dopo la gara interna contro il Verona, grazie a due reti di Riva, che, anche se sbaglia anche un calcio di rigore, porta la sua squadra ad un punto dalla formazione toscana. Sarebbe potuto essere l’aggancio in vetta se, sette giorni prima, lo stesso Riva non avesse sbagliato un altro calcio di rigore, stavolta decisivo, nella partita di Pisa, terminata 0-0. I sogni di gloria tramontano definitivamente, per i rossoblù, con la sconfitta della 28ma giornata sul campo del Napoli. La Fiorentina si laurea Campione con 90 minuti di anticipo sulla fine del torneo battendo a Torino 2-0 la Juventus ma il Cagliari termina il suo grande campionato battendo all’ultima giornata in trasferta l’Atalanta per il secondo posto finale a pari merito col Milan.

Rimane una punta di rammarico per il calo nel girone di ritorno, evidenziato, tra le altre cose, dalla differenza di numero di realizzazioni per il vice bomber rossoblù Boninsegna, che passerà dalle 8 reti nel girone di andata all’unica del girone di ritorno, arrivata all’ultimo turno dopo un digiuno di quindici giornate, un girone intero. Una cosa che è, forse, mancata al Cagliari, è un certo equilibrio nelle prestazioni. I rossoblù, infatti, pur chiudendo con il secondo migliore attacco del campionato, ottengono anche il primato dei pareggi a reti bianche, sia in casa che in trasferta per un complessivo di ben nove delle trenta partite terminate sullo 0-0, quasi una su tre. Detto in termini un po’ impropri, il Cagliari ha “distribuito male” le proprie segnature, passando con disinvoltura da partite in cui l’attacco straripava a incontri in cui non si riusciva a trovare la via della rete con, come conseguenza, il fatto che si poteva ottenere qualche punto in più che sarebbe stato decisivo. A supportare questo discorso, il fatto che le squadre immediatamente vicine al Cagliari come numero di segnature sono, non a caso, due tra le squadre che hanno ottenuto meno 0-0, cioè l’Inter (che ha segnato più di tutti e ottenuto un solo 0-0) e il Verona, terzo migliore attacco del campionato, quindi anche meglio della Fiorentina Campione, pur avendo ottenuto solo il decimo posto, ma con due sole partite terminate sul nulla di fatto.

In zona retrocessione la lotta non è stata meno avvincente e i tre posti per la Serie B si assegnano solo all’ultima giornata con cinque squadre contendenti. Alla fine cadono le tre squadre sconfitte alla 30ma giornata, cioè la già citata Atalanta, battuta in casa proprio dal Cagliari, insieme al neopromosso Pisa e al Varese. Sorprendente la retrocessione di quest’ultima, squadra rivelazione un anno prima. I lombardi non riescono ad uscire imbattuti sul campo di una Fiorentina già campione e vengono scavalcati dal Lane Rossi Vicenza, che sconfiggeva in casa il Verona nel derby veneto. L’altra squadra del quintetto coinvolto, che riuscirà a ottenere la salvezza insieme ai biancorossi vicentini, è la Sampdoria, ultima insieme allo stesso Lane Rossi Vicenza al termine del girone di andata ma autrice, con i veneti, di una bella rimonta in quello di ritorno.

Riva, campione d’Europa in carica con la Nazionale, si laureerà anche, per la seconda volta, capocannoniere. Questo campionato la Fiorentina lo chiuderà con il primato assoluto dell’imbattibilità esterna. Tra le altre curiosità statistiche, il fatto che il campionato avrà una controtendenza rispetto ad un anno prima sul numero dei pareggi, stavolta superiore alle vittorie. Il Milan, in casa, sarà l’unica squadra senza sconfitte e otterrà il nuovo primato assoluto per il basso numero di reti subite in casa (appena due). Il Varese sarà l’unica senza successi esterni.

Per il Cagliari, che chiuderà senza commettere autoreti né subire espulsioni, scenderanno in campo appena 15 calciatori durante tutto il campionato. Di essi ben sette (Albertosi, Boninsegna, Brugnera, Cera, Greatti, Martiradonna e Nenè) giocheranno tutte le partite. Segno di una formazione tipo che raramente avrà variazioni nel corso di tutto il campionato, tant’è vero che il tecnico Scopigno manderà in campo gli stessi, identici undici uomini (anche come numerazione) per ben 17 delle 30 gare di campionato con Longo, Longoni, Niccolai e Riva a completare l’undici tipo. Di contro, una rosa numericamente limitata che, forse, spiega anche il calo, anche atletico, nel girone di ritorno. Con numero di segnature più che dimezzato, 28 reti nel girone di andata, 13 nella seconda parte del campionato.

Ultima nota di rilievo per questa stagione, la crescente fama anche a livello internazionale di Riva che finirà secondo in classifica nel pallone d’oro, premio annuale che viene assegnato al migliore calciatore europeo e vinto in questa stagione da un altro italiano, Rivera, anche grazie al successo della sua squadra, il Milan, nella Coppa dei Campioni, la massima competizione europea per squadre di società. Comunque un segno del rilancio del calcio italiano a livello internazionale, dopo anni di oblio.