La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1974/75
Campionato Serie A
La stagione 1974-75 viene dopo la brutta esibizione al Mondiale da parte della Nazionale, un mondiale che ha di fatto sancito la fine di un ciclo vincente così come lo è, da diverso tempo, quello del Cagliari. I tempi della lotta ai vertici del campionato sono lontani, comunque la conferma della massima categoria nazionale è sempre un importante risultato.

Alla guida tecnica della squadra viene confermato Chiappella mentre per quanto riguarda l’organico, vanno via altri due pezzi di scudetto, cioè Albertosi e Brugnera. Mentre per il primo è un addio, per il secondo si tratta solo di un arrivederci. Il portiere va al Milan in uno scambio con un pari ruolo che vede arrivare Vecchi in rossoblù. Il quale è destinato, nelle gerarchie, a fare il secondo portiere, visto che si decide di promuovere il giovane sardo Copparoni a guardia dei pali rossoblù. Brugnera va al Bologna ma la sua permanenza in Emilia durerà solo una stagione. La cessione di Albertosi al Milan arricchisce la rosa del Cagliari anche di un altro uomo perché nell’affare è compreso anche un mediano, Ottavio Bianchi, mentre nell’ottica del passaggio di Brugnera, dallo stesso Bologna arriva Novellini. Gli altri movimenti di mercato riguardano, per quanto riguarda le uscite, il passaggio di Marchesi e Nobili al Pescara e quello di Poletti alla Sampdoria, dove andrà a chiudere la carriera. Mentre in entrata arrivano due giovani e promettenti calciatori, entrambi provenienti dalla Serie D. Trattasi di Vito Graziani ma soprattutto di Pietro Paolo Virdis, attaccante sardo proveniente dalla Nuorese e destinato ad una bellissima carriera. Nel corso della stagione esordirà in prima squadra Leschio, proveniente dal vivaio rossoblù e reduce da una stagione al Sorrento dove era stato mandato a fare esperienza. A campionato iniziato, sempre dal Bologna, arriverà dal mercato di riparazione il mediano Gregori.

L’inizio stagionale porterà ai rossoblù una sgradita sorpresa. I mondiali in Germania, oltre la delusione per i colori azzurri, riportano un Riva alle prese con guai fisici e quindi a mezzo servizio. Dopo due apparizioni in Coppa Italia è costretto a dare forfait per lungo tempo e per vedere il suo esordio in campionato bisognerà attendere l’arrivo del nuovo anno. Nella prima partita del 1975, si è alla dodicesima giornata, quando ci mette appena quattro minuti per realizzare una delle reti che propizieranno il successo rossoblù contro la Fiorentina. Naturalmente l’assenza di Riva in avvio di campionato condiziona in negativo il rendimento iniziale dei rossoblù che partono, per la verità, in maniera sincrona con quello che è l’obiettivo stagionale, cioè la conferma della categoria. La classifica alla sesta giornata parla di sei punti frutto di due vittorie, due pari e due sconfitte. Perfetta media salvezza di un punto a gara. Ma arrivano tre sconfitte consecutive con la seconda di queste che fa scricchiolare la panchina del tecnico. Si tratta di un brutto rovescio sul campo del Napoli, un umiliante 5-0 che costituisce la peggiore sconfitta della storia in A dei rossoblù. Sarà l’ultima presenza stagionale per il malcapitato Copparoni, dimostratosi troppo incerto e ancora acerbo in questo primo scorcio di stagione. Con i rossoblù già sotto di tre reti un leggero infortunio lo costringe a chiedere il cambio. Vecchi, il suo sostituto, non potrà fare a meno, per questa partita, di raccogliere a sua volta altri due palloni dal sacco, ma sarà, da quel momento, il titolare in porta e sfoggerà nell’arco di tutta la stagione, un ottimo rendimento che darà molto beneficio alla causa rossoblù.

Dopo questa batosta, a Chiappella viene concessa la prova d’appello, per la domenica successiva è prevista la gara interna contro la Roma, che ha gli stessi punti in classifica dei rossoblù. Succede che Chiappella la prova d’appello la fallisce perché il Cagliari viene sconfitto e, anche in considerazione di due difficili impegni alle viste, contro Milan e Juventus per chiudere il 1974, si decide per il cambio in panchina, il primo della storia per il Cagliari in A a campionato in corso.

Arriva Radice, giovane allenatore emergente che, nella sua prima gara, riceve in regalo dalla buona sorte la mancata realizzazione di un calcio di rigore da parte del Milan che consente ai rossoblù di portare a casa un incoraggiante pareggio. Calcio di rigore parato dall’ottimo Vecchi. Opposto destino nell’incontro successivo quando, stavolta, è un Cagliari finalmente in grado di giocare una gran gara al Comunale di Torino contro la capolista Juventus a fallire dagli undici metri con Gori che ha, sul punteggio di 0-0, l’occasione d’oro di cogliere una vittoria di prestigio. Alla fine arriva addirittura la beffa della rete decisiva per la sconfitta che arriva ad un minuto dal termine e che porta i rossoblù all’ultimo posto in classifica.

Il cambio alla guida tecnica, tuttavia, giova al Cagliari anche perché, dopo la Juventus, arriva finalmente il momento del rientro di Riva che, come già detto, propizia, nel suo esordio stagionale, il primo successo per il nuovo allenatore.

Per il Cagliari il girone di andata, che vede la Juventus chiudere in testa, si conclude al quintultimo posto ma con un margine molto ristretto sulle inseguitrici. I rossoblù pongono fine ai loro patemi con la sconfitta interna contro l’Inter della diciassettesima giornata che li porta al terzultimo posto e quindi in piena zona retrocessione. Infatti da quel momento parte una serie di nove risultati utili di fila che li allontanano dai guai. Le prime due partite di questa serie sono due vittorie, la seconda delle quali si ottiene sul campo del Varese grazie ad una rete di Riva. Sarà l’ultima vittoria stagionale e andrà quasi a coincidere con la fine del campionato per il cannoniere perché nell’incontro successivo si infortuna di nuovo e chiude la stagione con dieci partite d’anticipo. A novanta minuti dal termine del campionato arriva la salvezza matematica, con un girone di ritorno che parla di undici pareggi su quindici.

Per il resto, la storia di questo campionato parla di una Juventus, unica imbattuta in casa, ancora Campione d’Italia, per la terza volta nelle ultime quattro stagioni. Antagonista dei bianconeri fino all’ultimo per il titolo sarà, stavolta, il Napoli, la squadra con il migliore attacco e la migliore nel girone di ritorno, che chiude a due punti dai bianconeri pagando, di fatto, gli scontri diretti che hanno visto entrambi il successo dei torinesi. Clamoroso quello del girone di andata con la Juventus che travolge gli azzurri al San Paolo con un inequivocabile 6-2. Risultato che diventa più pesante se si considera il fatto che è arrivato con il Napoli unica squadra imbattuta al momento e con gli azzurri che termineranno con il miglior rendimento interno in assoluto con ventisette punti su trenta conquistati. E pagando anche la differenza di rendimento in trasferta. Infatti, mentre i bianconeri saranno i migliori di tutti, i partenopei, pur risultando la squadra con meno sconfitte, riusciranno ad ottenere solo un successo lontano dalle mura amiche, dato davvero insolito per una squadra seconda classificata. Al terzo posto, pur partita male, chiuderà la Roma, squadra con la difesa meno battuta di tutte.

In zona retrocessione l’ultimo posto utile per la conferma nella categoria lo otterrà, come spesso accaduto negli ultimi anni, la Sampdoria. Stavolta con meno patemi d’animo, visti i pessimi gironi di ritorno di due delle tre neopromosse. La Ternana, in corsa per la salvezza fino alla venticinquesima giornata, è crollata con cinque sconfitte finali consecutive e il Varese, una volta piombato all’ultimo posto alla diciottesima giornata, non è più riuscito a sollevarsi. Viceversa l’altra neopromossa, l’esordiente Ascoli, prima marchigiana della storia in Serie A, ultimo al termine del girone di andata, ha disputato un grande girone di ritorno salvandosi con novanta minuti d’anticipo. L’ultimo scomodo posto per la B va, suo malgrado, al Lane Rossi Vicenza, che scende così di categoria dopo vent’anni di A. Le tre retrocesse saranno le uniche squadre senza vittorie esterne.

Per il Cagliari scendono in campo un complessivo di ventidue calciatori. Nessuno di essi giocherà tutte le partite di campionato. Primatista sia per il numero di presenze che per il numero di reti realizzate sarà Gori, che chiuderà con dieci reti in ventinove gare.