La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1977/78
Coppa Italia
Anche questa edizione della Coppa Italia si svolge con identica formula rispetto alle precedenti, sempre le trentasei squadre di A e B ammesse alla partecipazione con prima fase precampionato, dalle quali è esclusa la detentrice, il Milan, con sette gironi da cinque squadre ciascuno, una delle quali teste di serie, gare di sola andata sul campo di una delle due contendenti deciso dal calendario articolate in cinque giornate con due partite e una squadra a turno a riposare e qualificazione alle prime classificate. Le quali accedevano al turno finale costituito da due gironi con gare di andata e ritorno, per un totale di sei giornate, e disputa della finale per le due prime classificate di ciascun girone.

Il turno finale, causa la disputa dei Campionati del Mondo in Argentina, vedeva particolarmente svantaggiata la Juventus, che più di tutte forniva convocati per la Nazionale e veniva disputato un po’ in anticipo rispetto al solito, con le prime due partite il 4 maggio, a ridosso della fine del campionato di Serie A (che si concludeva il 7 maggio) e in concomitanza della parte finale del campionato di Serie B, che vedeva due rappresentanti in lizza anche in Coppa Italia, Monza e Taranto. La finale, dopo la parentesi della stagione precedente con la sede di Milano, tornava a disputarsi a Roma sempre in gara unica e vedeva il successo dell’Inter sul Napoli.

Il Cagliari, che si presentava a questo primo appuntamento ufficiale stagionale con obiettivo, se non altro, di fare bella figura a preludio di un campionato di Serie B nel quale si presentava con l’ambizione di un campionato al vertice che cancellasse la beffa della stagione precedente, con la promozione alla Serie A persa agli spareggi, si renderà, viceversa, protagonista di una Coppa Italia decisamente negativa a cui, purtroppo, seguirà un campionato di pari livello.

Dopo essere stato sconfitto all’esordio, come da pronostico, dal Perugia, formazione di Serie A decisamente più quotata, i rossoblù affrontavano ancora in casa la Pistoiese, squadra neopromossa in B, sconfiggendola faticosamente. Poi andavano incontro a due rovesci esterni. Prima 4-1 sul campo dell’altra formazione di categoria superiore, il Pescara, poi 4-2 a Taranto con l’aggravante di essere stato in vantaggio di un uomo, causa un’espulsione, per più di mezz’ora e sul parziale di 1-1. Per un poco lusinghiero bilancio che parla di penultimo posto con tre sconfitte e undici reti subite in quattro partite.

Il girone si rivelava assolutamente equilibrato e terminava con tre squadre in testa a pari punteggio, nella fattispecie Perugia, Pescara e Taranto. Il criterio della differenza reti eliminava immediatamente il Perugia, mentre il ballottaggio tra le altre due squadre, stante una situazione di assoluta identità di reti realizzate e subite, si doveva risolvere solamente attraverso un doppio spareggio che premiava il Taranto.