La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1986/87
Coppa Italia
In una stagione sportiva tra le più negative della storia rossoblù, con l’ultimo posto e relativa retrocessione maturata al termine del campionato di Serie B, il Cagliari trova un clamoroso e inatteso riscatto in Coppa Italia, dove arriva alle semifinali da imbattuta dopo avere eliminato, nel suo percorso, tre formazioni di categoria superiore, la Serie A.

Il percorso in Coppa Italia, va ricordato, possiamo dirlo senza paura di esagerare, è stato determinante per la salvezza societaria. Infatti i conti perennemente in rosso da anni, a causa di gestioni societarie scellerate, aggiunte ai negativi risultati sportivi, avevano allontanato il pubblico dallo stadio contribuendo a rendere ancora più critica la situazione finanziaria. Gli incassi, decisamente inattesi alla vigilia, delle partite in notturna di Coppa Italia contro avversari di prestigio, hanno dato un po’ di ossigeno ai conti societari evitando il peggio.

La formula del torneo ricalcava quella degli ultimi anni con quarantotto squadre al via (tutte quelle di A e B e le dieci migliori di Serie C), suddivise in otto gironi da sei squadre e gare di sola andata con calendario deciso per sorteggio nella fase precampionato a gironi, con qualificazione per le prime due classificate. Le sedici qualificate venivano successivamente accoppiate tramite sorteggio per dare vita, successivamente, a gare ad eliminazione diretta nell’ottica del doppio confronto partendo dagli ottavi fino ad arrivare alla finale, anch’essa in gara doppia. Il Cagliari, sorteggiato nel settimo girone con due squadre di Serie A (Avellino e Torino), due di pari categoria, cioè di Serie B (Modena e Pisa) e una di Serie C1 (il Siena), partiva con quattro pareggi consecutivi che gli consentivano, un po’ a sorpresa, di ambire, alla vigilia dell’ultima gara, alla qualificazione al turno successivo. Discorso analogo a tutte le altre cinque squadre del girone che, in quanto equilibratissimo, non aveva deciso ancora niente alla vigilia della quinta, ultima e decisiva giornata, che vedeva tutte le squadre con la possibilità di accedere al turno successivo.

Il Cagliari sconfiggeva il Pisa e passava il turno come seconda classificata alle spalle del Torino, con il quale aveva pareggiato in casa lo scontro diretto.

Per la ripresa del torneo, con la disputa degli ottavi di finale, prevista per febbraio, al Cagliari il sorteggio riservava ancora il Torino che, stavolta, veniva sconfitto al Sant’Elia nella gara di andata con partita di ritorno nella quale i rossoblù resistono impattando e accedendo ai quarti di finale dove, ad attenderli, c’era l’altra formazione torinese, la Juventus Campione d’Italia in carica.

E qui i rossoblù compivano il loro capolavoro in questo torneo eliminando i forti e blasonati avversari nonostante un risultato della gara di andata disputata in casa, cioè un pareggio per 1-1, non del tutto favorevole. La partita di ritorno vedeva il Cagliari pareggiare con il punteggio di 2-2. Decisiva e memorabile, a sette minuti dal termine, la rete di Piras, entrato in campo undici minuti prima, che mandava in visibilio i tanti tifosi sardi presenti al Comunale di Torino e che regalava al Cagliari l’importante vetrina della semifinale contro il Napoli di Maradona che si apprestava a vincere lo scudetto.

Nella gara di andata, disputata al Sant’Elia, il Cagliari teneva testa al fortissimo avversario in uno stadio gremito di tifosi che, almeno in Coppa Italia, trovavano motivo di gioia e ritrovato affetto per la squadra in una stagione sportivamente disgraziata. La rete di Maradona a nove minuti dal termine timbrava il successo del Napoli con il punteggio di 1-0 e la fine dei sogni per i rossoblù che, nella gara di ritorno, venivano sconfitti con il punteggio di 4-1 in una gara senza storia.

Sarà proprio il Napoli ad aggiudicarsi la Coppa Italia realizzando anche la doppietta con lo scudetto e con, per giunta, un cammino che, in Coppa Italia, parla di tredici vittorie su tredici gare disputate, a testimonianza di un dominio indiscutibile.

Da notare che alle semifinali arrivavano anche l’Atalanta (squadra di Serie A che, al termine della stagione sarebbe retrocessa e contendente il trofeo con il Napoli in finale) e la Cremonese (squadra di Serie B). Poiché il Napoli, avendo vinto lo scudetto, avrebbe partecipato nella successiva stagione alla Coppa dei Campioni, la competizione europea riservata ai vincitori del trofeo, cioè la Coppa delle Coppe, avrebbe visto per la stagione successiva, a rappresentare l’Italia, la finalista (in questo caso l’Atalanta, squadra di Serie B). Rimane il rammarico, per il Cagliari, di avere avuto l’avversario più forte in semifinale. Un eventuale accoppiamento contro Atalanta o Cremonese, squadre certamente più abbordabili, avrebbe portato i rossoblù, in caso di qualificazione alla finale, alla disputa della Coppa delle Coppe 1987-88 pur militando in Serie C1..

Dei ventitré calciatori scesi in campo in questa edizione della Coppa Italia per il Cagliari, i più presenti sono stati Bernardini e Valentini che hanno giocato tutte le undici partite, i migliori realizzatori Bergamaschi e Maritozzi con tre reti ciascuno.