La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1990/91
Campionato Serie A
La stagione 1990-91 è quella del ritorno in Serie A del Cagliari dopo un’assenza durata sette stagioni. Un ritorno assolutamente sorprendente se si considera che appena due anni prima la squadra si trovava in Serie C1 e con alle spalle un disastroso campionato che lo ha visto fino alle ultime battute del torneo correre concreti rischi di retrocessione in Serie C2. Per non parlare della terribile situazione finanziaria in cui è stato trascinato da gestioni societarie poco felici che hanno fatto addirittura paventare la cancellazione dal calcio professionistico. Tempi bui che, fortunatamente, sono alle spalle, adesso c’è da vivere il sogno della Serie A.

Proprio alla luce del recente passato che, evidentemente, è servito di lezione, sono bandite anche per quest’anno le follie di calciomercato. La rosa rossoblù ha come base di partenza un organico composto in buona parte da calciatori giovani, emergenti ed atleticamente freschi. Un fattore che sarà molto importante per questa annata ma che, da solo, chiaramente, non può bastare. In Serie A serve anche il talento e l’esperienza e si cerca di dare a disposizione del tecnico per questa stagione, il giusto mix perché il Cagliari possa ben figurare anche nel massimo campionato e per porre le basi per tenere il più a lungo possibile la categoria appena faticosamente conquistata. Tecnico che, naturalmente, è ancora Claudio Ranieri, l’allenatore delle due promozioni consecutive.

Novità importante rispetto all’ultima apparizione del Cagliari nel massimo campionato nazionale è costituito dal formato, non più a sedici squadre ma a diciotto. Lo stesso formato del campionato d’esordio dei rossoblù in Serie A, correva la stagione 1964-65, anche se con diverso numero di retrocessioni, allora tre, oggi quattro.

Nell’allestimento della rosa, per quanto riguarda l’esperienza, il nome del calciatore ingaggiato è di quelli altisonanti. Trattasi nientemeno che di Gianfranco Matteoli, centrocampista sardo protagonista fino a quel momento di una carriera interamente trascorsa lontano dall’isola, che può finalmente vestire la maglia della massima società calcistica sarda, dopo i fasti con la maglia dell’Inter, con la quale si è ritagliato anche, per un breve periodo, un posto in Nazionale.

L’arrivo in Serie A comporta anche la ricerca dei calciatori stranieri che possano elevare il tasso tecnico della squadra in un campionato difficile come quello che sta per iniziare. E, a tale scopo, importantissima è la vetrina estiva che si è consumata nell’estate precedente, con la disputa, proprio in Italia, del campionato del Mondo, vinto dalla Germania e con l’Italia terza classificata. Anche in questo caso in rossoblù arriva un nome altisonante. Trattasi di Enzo Francescoli, fuoriclasse uruguayano negli anni passati accostato anche alla Juventus ma che, per un motivo o un altro, mai era riuscito ad arrivare nel campionato considerato come il più bello del mondo. Adesso il capitano della nazionale uruguayana ha l’occasione di arrivarci, anche se non giovanissimo. Ha ventinove anni e proviene dal campionato francese, per l’esattezza dall’Olympique di Marsiglia. Suoi connazionali sono anche gli altri due stranieri che vestiranno il rossoblù in questa stagione. Trattasi del giovanissimo attaccante Daniel Fonseca, che il commissario tecnico Tabarez ha avuto il coraggio di buttare nella mischia, nonostante la sua giovanissima età, nel mondiale italiano, nel quale l’attaccante si è messo in luce andando anche a segno. E Josè Oscar Herrera, Pepe per tutti, esperto mediano.

Il resto della rosa è costituito in massima parte dalle conferme dei calciatori che nell’ultimo biennio hanno portato i rossoblù dalla C1 alla A, con qualche ritocco costituito da calciatori scevri da esperienze nella massima Serie. Come ad esempio il centrocampista Nardini, proveniente dalla Serie B, per l’esattezza dal Barletta, e lo sconosciuto centrocampista Mobili, che fa un salto triplo, passando dalla C2 con l’Ostiamare alla A con il Cagliari. Con Nardini arriva dal Barletta anche Di Bitonto, destinato a fare il secondo portiere a Ielpo succedendo in tale ruolo a Nanni che passa all’Ischia in C2. Rientra dopo il prestito al Campania Puteolana, altra formazione di Serie C1, il centrocampista Maurizio Coppola e infine, in attacco, arriva il giovanissimo sardo Corellas, proveniente anch’egli dalla C2, dove vestiva la maglia del Tempio. Sempre in questa categoria viene ceduto Pacioni al Novara mentre Poli e Pisicchio vanno in B, rispettivamente alla Reggina e alla Salernitana. L’ultimo nome che citiamo riguardo le variazioni che il calciomercato ha portato è anch’esso pesante. Trattasi di Bernardini, il capitano della doppia promozione che, a malincuore, prende atto del fatto che è destinato a non avere spazio nella Serie A che si è faticosamente conquistato e va, dopo cinque stagioni in rossoblù, a giocare in B nell’ambizioso Ascoli, dove conquisterà un’altra promozione rimandando così di un solo anno il suo personale ritorno in massima serie.

L’impatto con la Serie A è devastante per il Cagliari che, dopo l’altrettanto negativo esordio ufficiale in Coppa Italia, sconfitta 4-0 in casa di una delle presumibili rivali nella lotta per non retrocedere, cioè il Lecce, viene sconfitto al Sant’Elia dall’Inter, con il punteggio di 3-0, partita che pone fine all’imbattibilità interna dei rossoblù che durava da più di due anni. Il Cagliari tiene botta per quasi un’ora prima che i nerazzurri dilaghino, aiutati anche dall’espulsione di De Paola sul parziale di 0-1. Tutto questo alla vigilia dell’impegno sul campo del Napoli Campione D’Italia in carica. Un impegno dipinto come proibitivo ma che, in realtà, offre ai rossoblù una imprevista ed immediata occasione di riscatto. Il Cagliari ottiene un’entusiasmante e clamoroso successo per 2-1, ma sarà solo un fuoco di paglia nel difficile avvio stagionale degli uomini di Ranieri. A Bergamo altra sconfitta, 2-1 con, però, da rimarcare la prima rete di Francescoli, stupenda, su calcio di punizione, quindi pari interno contro il Cesena, 0-0.

Un avvio di campionato comunque in linea con le aspettative di una squadra destinata a lottare per confermare la categoria, tre punti in quattro gare. Ma l’immediato prosieguo di campionato è disastroso. Quattro sconfitte consecutive che fanno precipitare il Cagliari in fondo alla classifica. E non sono solo i risultati le note negative di questa prima parte del campionato. C’è anche qualche grana nello spogliatoio al punto che De Paola, tra le altre cose due volte espulso nelle sue tre partite di campionato, viene ceduto al mercato di riparazione in B, al Brescia così come fa le valigie Provitali, bomber della promozione, che non vuole rinnovare il contratto. Quest’ultimo caso lascia un po’ tutti di stucco. Il ventiduenne attaccante fa il suo esordio assoluto in A alla prima giornata, contro l’Inter. Sembrava il preludio all’avvio di una brillante carriera nella quale, invece, quel Cagliari-Inter, sarà l’unica partita nella massima categoria. Probabilmente mal consigliato, vivrà una carriera di secondo piano, senza mai più calcare i campi della Serie A.

A parte questo, la rosa non pare all’altezza della categoria, un po’ per motivi tecnici, molto per limiti di esperienza con, in particolare, i giovani difensori che soffrono tremendamente contro attaccanti che paiono di un altro pianeta. Matteoli si dimostra sempre all’altezza ma da solo, chiaramente, non può bastare, Francescoli non è al meglio della condizione fisica e Fonseca si deve ancora ambientare nella realtà del calcio italiano e paga anch’egli qualche infortunio di troppo. Il Cagliari, così, si avvia mestamente verso la fine dell’anno solare 1990 dando solo qualche timido segnale di risveglio, come il pareggio interno in rimonta contro la Fiorentina e soprattutto il sorprendente nulla di fatto casalingo contro la Sampdoria capolista. Ma l’ora del riscatto, per i rossoblù, è sorprendentemente dietro l’angolo e la data della svolta merita di essere ricordata, è il 16 dicembre e si gioca la 13ma giornata di campionato. Appuntamento al quale il Cagliari si presenta come ultimo in classifica sul campo della Juventus, in piena corsa scudetto e a caccia della millesima vittoria in campionato della sua storia.

I rossoblù hanno in classifica meno di un terzo dei punti degli avversari e sono privi del loro capitano, Valentini, alla sua prima assenza in campionato, e paiono destinati a svolgere in pieno il loro ruolo di vittime sacrificali, specialmente in considerazione del fatto che dopo venti minuti sono già sotto 2-0. Una volta toccato il fondo, il Cagliari pare prendere coscienza del fatto che più giù di così non si può andare e decide, finalmente, di non volerci più stare a fare la cenerentola del campionato. Sembra già che lo si veda nel modo rabbioso di esultare di Cornacchia, autore della rete, nel primo tempo, che dimezza lo svantaggio, quando ribadisce in rete un pallone respinto dal palo in occasione di un calcio di punizione dalla destra. Nel secondo tempo Cappioli completa l’opera realizzando la rete del 2-2 finale. Due reti, tra le altre cose, propiziate da Fonseca, fino a quel momento oggetto misterioso. Suo il calcio di punizione che colpisce il palo nel primo tempo consentendo la ribattuta in rete di Cornacchia, sua la bella discesa sulla fascia destra nel secondo tempo conclusa con un traversone precisissimo che Cappioli deve solo spingere in rete. Capitano di questa storica e memorabile partita, in assenza di Valentini, è Pulga. Da qui fino alla fine del torneo la fascia di capitano rimarrà sul suo braccio e per il Cagliari inizia un altro campionato.

Nel successivo incontro, al Sant’Elia, si riassapora finalmente il gusto della vittoria perduta, mancante da più di tre mesi in campionato e addirittura da sette mesi in casa. Vittima il Genoa con, ancora una volta, Fonseca a propiziare il successo. L’attaccante uruguayano, che andrà a segno anche nell’ultima di andata, quando porta momentaneamente in vantaggio il Cagliari prima che venga travolto 4-1 a Bari, sarà l’arma in più del Cagliari nel girone di ritorno. Tra le gare contro il Genoa e il Bari, due 0-0 che portano a tre consecutive le gare senza subire reti. Brillante il primo, sul campo della Roma, decisamente meno il secondo, visto che si trattava di uno scontro diretto in casa contro il Bologna, squadra a pari punteggio in classifica e quindi occasione perduta per il sorpasso in classifica e il guadagno di posizioni. Il girone di andata si chiude con il Cagliari penultimo ma in decisa crescita e lo si vede immediatamente, visto che alla prima di ritorno ancora Cappioli sul finire è l’autore della rete dell’1-1 finale sul terreno dell’Inter capolista.

Il girone di ritorno inizia con un Cagliari che riesce a dare un minimo di continuità ai suoi risultati, anche se lo fa a piccoli passi, quello contro l’Inter è il primo di cinque pareggi nelle prime sei gare. Di questi pareggi meritano citazione due 1-1: quello interno in rimonta contro il Milan e quello ottenuto sul campo del Torino. Unica macchia in questo lasso di tempo la pesante sconfitta in un altro scontro diretto, 3-0 sul campo di un Cesena reduce da ben sei sconfitte consecutive.

I rossoblù tornano al successo in un momento topico del campionato: lo scontro diretto al Sant’Elia contro il Pisa, quartultimo con due punti di vantaggio. La vittoria per 2-1 vale l’aggancio in classifica che viene impreziosito dall’importantissimo pareggio 1-1 ottenuto nel finale di gara grazie ad una rete di Herrera sette giorni dopo a Roma contro la Lazio.

Alla 26ma il Cagliari conosce a Firenze l’ultima sconfitta stagionale, con annesso il controsorpasso da parte del Pisa. E’ il 24 marzo e l’inizio della primavera fa emergere la freschezza atletica di un Cagliari che è una delle squadre più giovani del campionato. La 27ma vede avversario il Parma che, come un anno prima, viene affrontato il sabato pre pasquale, stavolta al Sant’Elia. Ed è ancora Herrera ancora nel finale, stavolta nei minuti di recupero, a mettere a segno una rete preziosissima, quella che porta al successo per 2-1 e al definitivo sorpasso sul Pisa, vittoria che precede un’altra memorabile partita, quella che si disputa il 7 aprile al Ferraris di Genova, ospiti della Sampdoria, prima in classifica e oramai avviata alla conquista del primo scudetto della sua storia. I liguri chiudono la prima frazione in vantaggio per 2-0 ma il Cagliari, irriducibile e mai domo, agguanta il pari a due minuti dal termine. Protagonista Fonseca con due bellissime reti. La prima un pallonetto diabolico, la seconda una memorabile rovesciata degna del miglior Riva che mette il sigillo sul 2-2 finale.

Adesso la salvezza appare davvero ad un passo, specialmente perché il successivo impegno è uno di quegli scontri diretti che cambiano una stagione e il Cagliari, adesso quartultimo in classifica, lo gioca in casa. Ospite il Lecce, al quale i rossoblù, partita dopo partita, sono riusciti a rosicchiare lo svantaggio portandolo fino al minimo, un punto. I pugliesi vantavano nei confronti dei rossoblù un vantaggio di cinque punti alla diciannovesima giornata, termineranno il campionato con quattro punti di svantaggio sul Cagliari, il che significa un bottino di ben nove punti in più per il Cagliari tra la ventesima e la trentaquattresima di campionato, ulteriore dato che sottolinea la rimonta. Tra le altre cose la squadra pugliese è stata affrontata dal Cagliari tre volte in questa stagione, cioè all’andata e due volte in Coppa Italia con il bilancio di tre sconfitte e ben sette reti subite senza segnarne alcuna. Ma adesso è un’altra cosa, la gara è senza storia e due bellissime reti di Herrera e Francescoli valgono il 2-0 che porta al sorpasso in classifica e il Cagliari, finalmente, fuori dal quartetto che porta alla Serie B.

Oramai le rivali non riescono a tenere più il passo del Cagliari, al quale bastano tre pareggi consecutivi, tra cui un bel 2-2 sul campo del Genoa, per mantenere la distanza di sicurezza sulle inseguitrici e chiudere i conti addirittura a centottanta minuti dalla fine del campionato, qualcosa di insperato qualche mese prima.

E’ la penultima giornata, due posti per la Serie B sono già assegnati a Cesena e Bologna e il Pisa è quasi spacciato. Tra il Cagliari e la salvezza c’è solo il Lecce che deve giocare sul campo di una Sampdoria che cerca la vittoria che porta alla matematica certezza dello scudetto mentre il Cagliari è di scena proprio a Bologna. Questa penultima di campionato deciderà tutto perché la Sampdoria travolge il Lecce con un 3-0 maturato già nel primo tempo conquistando il suo scudetto e condannando gli avversari alla retrocessione mentre il Cagliari, con due reti di Fonseca, espugna Bologna con il punteggio di 2-1 e ottiene una memorabile salvezza, prima di chiudere il campionato con il pari interno contro il Bari.

In questa stagione la maggior parte dei primati positivi saranno ottenuti dalla Sampdoria, tranne quello di migliore difesa e di migliore difesa interna, ottenuti dal Milan, mentre, riguardo ai primati negativi, uno verrà conquistato anche dal Cagliari, quello relativo al peggiore attacco interno. Del campionato dei rossoblù va anche sottolineato il fatto che nessuna delle avversarie è riuscita a sconfiggerlo due volte, cosa che ha pesato in chiave salvezza, visto che è come se il Cagliari partisse con un bonus di diciassette punti. Bari e Lecce sono le due squadre che chiudono il campionato senza vittorie in trasferta, Genoa e Torino quelle senza sconfitte in casa.

Per il Cagliari, unica squadra a chiudere il campionato senza avere usufruito di calci di rigore, sono scesi in campo un totale di ventidue calciatori. Matteoli è il primatista di presenze, visto che ha disputato tutte le trentaquattro partite di campionato. Fonseca è il miglior realizzatore con otto reti. Si noti che in occasione di una delle reti subite dai rossoblù, c’era Cappioli in porta, subentrato nel ruolo a Ielpo, espulso nella trasferta di Lecce con già effettuate le due sostituzioni consentite dal regolamento.