La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
2008/09
Campionato Serie A
Il Cagliari in questa stagione si presenta, ancora una volta, con una novità in panchina. Nonostante l’esaltante finale di stagione precedente, non viene confermato Ballardini e per designare il nuovo allenatore, il presidente Cellino tornerà ad affidarsi ad un esordiente come già capitato dal più recente ritorno in A, nella stagione 2004-05 quando ad allenare il Cagliari fu chiamato Arrigoni.

E così, dopo lo stesso Arrigoni, Tesser e Ballardini è il turno di Massimiliano Allegri, vecchia conoscenza del presidente Cellino quando ancora Allegri era un calciatore, allorquando vestì la casacca rossoblù dal 1993/94 al 1995/96. Allegri nella sua fin qui breve carriera di allenatore si è distinto per avere portato per la prima volta il Sassuolo in Serie B e ha già avuto modo di incrociare i destini del Cagliari in Coppa Italia, edizione 2005/06 allorquando, guidando il Grosseto, formazione di Serie C1, fece sudare le proverbiali sette camicie al Cagliari per la qualificazione.

Detto del tecnico, le altre variazioni nella rosa rossoblù riguardano i due portieri della stagione precedente, con Capecchi che passa alla Spal e Storari che rientra dal prestito al Milan che lo girerà alla Fiorentina. Altro rientro di prestito è quello di Foggia alla Lazio. Quindi Del Grosso che segue l’ex tecnico di cui è pupillo, Giampaolo, andando al Siena. Infine Marchini la cui comproprietà con la Triestina si risolve a favore di quest’ultima, che lo girerà al Bologna, e il giovane Cotza che passa al Foligno, in Serie C1.

Per quanto riguarda gli arrivi, i due portieri che rimpiazzano i predecessori sono l’esordiente Marchetti, proveniente dall’Albinoleffe, in Serie B, con il suo secondo che è Lupatelli, proveniente dalla Fiorentina. Altri esordienti saranno due difensori, Astori, che fa un doppio salto dalla C1, proveniente dalla Cremonese e l’argentino Matheu, proveniente dalla sua patria. Per quanto riguarda il centrocampo, viene ingaggiato il talentuoso Lazzari, che arriva dal Grosseto e si ha anche il rientro di due prestiti, quello di Burrai dal Manfredonia e quello di Pani dal Modena. Per entrambi il ritorno in rossoblù sarà di breve durata, visto che a stagione in corso verranno mandati in Serie B, rispettivamente alla Ternana e alla Triestina. Altro esordiente in questa stagione sarà il giovane attaccante Ragatzu, proveniente dal settore giovanile. È importante da rilevare il fatto che tre dei nuovi acquisti, cioè Astori, Lazzari e Marchetti, due esordienti e uno (Lazzari) con poche presenze all’attivo in Serie A, faranno così bene in rossoblù e verranno valorizzati al punto che riusciranno, a breve, ad essere convocati (Lazzari) e a esordire in Nazionale (Marchetti e Astori).

Su quest’ultimo vale la pena soffermarsi perché il suo arrivo al Cagliari sarà l’avvio di una brillante carriera, sempre a livello di Serie A e di una lunga milizia in rossoblù, che durerà ben sei stagioni, nelle quali ha anche avuto occasione di indossare la fascia di capitano, entrando così tra i più presenti di sempre. Alla giovane età di trentuno anni, nel febbraio del 2018, in occasione di un ritiro prepartita con la squadra in cui militava al momento, la Fiorentina, verrà trovato senza vita, a causa di un attacco cardiaco, nella sua stanza d’albergo, lasciando sgomenti e rattristati i tifosi rossoblù, nei quali aveva lasciato un ottimo ricordo sia dal punto di vista tecnico che da quello umano.

L’inizio di campionato del Cagliari è un incubo. L’esordio è un brutto 1-4 casalingo ed è sconfitta anche nelle successive quattro partite. E a queste cinque sconfitte in campionato c’è da aggiungere un brutto rovescio (0-4) sul campo della Reggina in Coppa Italia. Il tutto alla vigilia di un difficile impegno casalingo contro il Milan. Ci sono tutte le premesse, conoscendo il presidente Cellino, che porterebbero all’avvicendamento in panchina. Invece, a sorpresa, viene confermata la fiducia ad Allegri e questa scelta ripagherà alla grande.

Con il Milan bella prestazione e incoraggiante 0-0 finale e la domenica successiva, il primo successo, sul campo del Torino, toglie subito i rossoblù dall’ultimo posto in classifica e la seconda vittoria di fila, ottenuta al Sant’Elia contro il Chievo, fa fare al Cagliari un bel balzo in avanti in una graduatoria che adesso vede ben quattro squadre alle spalle dei rossoblù.

Messosi un po’ in sicurezza in classifica, il Cagliari continua il suo campionato all’insegna della regolarità e in crescendo, disputando sempre partite di buon livello dal punto di vista spettacolare, a prescindere dal risultato.

Tanto per cominciare, una volta timbrata la prima vittoria casalinga contro il Chievo, i rossoblù passano una buona fetta di campionato senza perdere un colpo tra le mura amiche, inanellando una serie di cinque vittorie interne consecutive che diventano sette in otto partite, con appena due reti al passivo, perdendo inaspettatamente un punto contro la Reggina, penultima in classifica.

Di contro c’è un rendimento esterno non di pari livello con tre sconfitte, sempre col minimo scarto, e un pareggio negli impegni dell’anno solare 2008 seguiti alla vittoria sul campo del Torino.

Il primo impegno del 2009 è sul campo di un’Inter capolista che ha il doppio dei punti in classifica dei rossoblù, ma la squadra di Allegri disputa una gran partita portandosi in vantaggio e subendo la rete del pareggio quando alla fine della sfida manca meno di un quarto d’ora. E’ il periodo a cavallo tra la fine del girone di andata e l’inizio di quello di ritorno, il miglior momento del Cagliari che, dopo il pari sul campo dell’Inter infila quattro splendide vittorie consecutive. Prima al Sant’Elia contro l’Udinese nell’ultima di andata, poi un roboante successo sul campo della Lazio, sconfitta con lo stesso punteggio con cui all’andata erano stati i romani a vincere, quindi altro successo interno contro il Siena e poi il trionfo sul campo della Juventus, atteso da più di quarant’anni, allorquando i protagonisti del successo furono nientemeno che Boninsegna e Riva.

Nel calciomercato di riparazione si registrano, saggiamente, modesti movimenti, come l’arrivo del bulgaro Sivakov, il rientro di Mancosu dal prestito al Rimini in B e in uscita il prestito di Larrivey in Argentina e la cessione di Ferri alla Sampdoria.

Il Cagliari adesso è al settimo posto, in piena corsa per coronare il sogno di un posto in Europa con alle viste la partita, certamente abbordabile, contro l’Atalanta in casa. Invece i rossoblù inciampano in un’inattesa buccia di banana sotto forma di una sorprendente sconfitta interna. Ciononostante, il Cagliari prosegue il suo ottimo campionato confermando il suo bel settimo posto fino alla trentesima giornata. Dopodiché, proprio sul più bello, arriva un’inattesa flessione di rendimento.

La sconfitta di Firenze della 31ma fa scivolare i rossoblù all’ottavo posto che tale rimane dopo la successiva affermazione interna a danno del Napoli. Le successive quattro partite vedono il Cagliari conquistare solo due punti e dire addio ad ogni sogno di gloria europeo. Da segnalare in negativo il pesante rovescio con il punteggio di 5-1 sul campo del Palermo allenato da Ballardini. Nella gara di commiato al Sant’Elia, arriva la vittoria di prestigio a danno dell’Inter, capolista e già matematicamente campione, degno saluto al pubblico di una stagione da ricordare, nella quale viene fissato il primato del campionato come migliore difesa interna, con appena dodici reti subite, come il Milan. Prima di chiudere in maniera decisamente meno esaltante a Udine quando arriva una brutta sconfitta (6-2).

Questo campionato ha visto il quarto successo consecutivo dell’Inter, che si laurea campione con ben dieci punti di scarto sulle seconde classificate (Juventus e Milan a pari punteggio) chiudendo i conti con due giornate di anticipo sulla fine del campionato. Per quanto riguarda la coda della classifica, partivano male tutte le tre neopromosse. Il Bologna, la squadra dal maggiore numero di partite perse e di reti subite in casa in campionato, con due vittorie e otto sconfitte nelle prime dieci giornate, il Chievo, ultimo a termine del girone di andata e il Lecce, costantemente in zona retrocessione fin dal principio.

Alla fine riuscirà la rimonta in classifica a Bologna e Chievo. Di rilievo l’impresa del Chievo che, ultimo al termine del girone di andata, ottiene la conferma della categoria a novanta minuti dal termine del campionato, imitando l’impresa del Cagliari di un anno prima, grazie al maggiore incremento di tutti di punti nel girone di ritorno (+12) con, di contro,il peggiore rendimento assoluto casalingo fatto del minore numero di punti e di reti segnate.

Rendimento inverso, per quanto riguarda la parte opposta della classifica, è stato quello del Napoli, quinto al termine del girone di andata e dodicesimo nella classifica finale a causa di un disastroso girone di ritorno nel quale ha avuto il peggior punteggio (appena tredici punti) e il peggior decremento in classifica (nel girone di ritorno venti punti in meno rispetto a quello di andata).

Retrocede, invece, il Lecce, che termina ultimo in classifica rimontato anche da una Reggina a sua volta ultima al termine del girone di andata la quale, pur migliorando il suo rendimento nel girone di ritorno, non riesce ad andare oltre il penultimo piazzamento. Ultimo posto retrocessione da decidere negli ultimi novanta minuti con il ballottaggio tra due squadre gloriose, Bologna e Torino, appaiate in classifica. La spunta, come detto, il Bologna, vincente in casa sul Catania nell’ultimo turno di campionato, a discapito di un Torino (la squadra con più sconfitte di tutti) battuto sul campo della Roma.

Per quanto riguarda i primati stagionali, sono stati in massima parte ottenuti dall’Inter, unica squadra senza sconfitte interne, per quanto riguarda quelli positivi, con l’unica eccezione di attacco (che è del Palermo) e difesa interni.

Per il Cagliari in questo campionato sono scesi in campo un totale di venticinque calciatori, nessuno dei quali ha giocato tutte le trentotto partite di campionato. Primatisti di presenze sono stati Jeda, Lazzari e Acquafresca con trentasei gare giocate ciascuno con quest’ultimo miglior realizzatore con quattrordici reti. Lo stesso Jeda è stato comunque molto prolifico, con undici reti realizzate.