La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
2017/18
Campionato Serie A
Dopo la precedente stagione, chiusa all’undicesimo posto e sempre con un buon margine di sicurezza sulla zona retrocessione, il Cagliari che si presenta a questo nuovo campionato mira, come minimo, ad una conferma di classifica o comunque ad un campionato tranquillo. Il responso che darà il campo sarà ben diverso, perché la stagione sarà tribolatissima, avara di soddisfazioni e quello che si può considerare, come risultato sportivo, il minimo sindacale, cioè la conferma della categoria, viene ottenuto a fatica e solo all’ultima giornata.

A guidare i rossoblù dalla panchina è ancora Rastelli, per il terzo anno consecutivo allenatore del Cagliari. Una cosa che non si verificava dal triennio dal 1988-89 al 1990-91 con Ranieri. La campagna trasferimenti è un po’ pasticciata e condotta con poco raziocinio. Alves e Isla, rescindono e si accasano all’estero, rispettivamente in Scozia e in Turchia. La loro mancanza, se non altro in termini di esperienza, si farà sentire. Altro calciatore che va all’estero è il greco Tachtsidis, che rientra in patria. Le altre cessioni riguardano Di Gennaro, in scadenza di contratto, che va alla Lazio e Murru che va alla Sampdoria. Rientra al Milan per fine prestito, senza lasciare rimpianti, il portiere GabrielS. Il nordcoreano Han viene mandato in prestito in Serie B, al Perugia e rientrerà in rossoblù a gennaio, nella finestra invernale del calciomercato

Un’importante novità per questa stagione è il pensionamento, dopo 38 anni, dello stadio Sant’Elia. Ne verrà costruito uno nuovo, nella città di Cagliari, e in attesa che i lavori partano si costruisce in estate, nell’area parcheggio antistante lo stesso stadio Sant’Elia, uno stadio provvisorio con tribune metalliche che prende il nome di Sardegna Arena. Per ottenere un minimo di tempo in più per avere pronto lo stadio, si chiede, all’atto della compilazione dei calendari, di giocare le prime due gare in trasferta e la cosa ha luogo anche grazie al Crotone che accetta di giocare le prime due gare di campionato entrambe in casa.

Il debutto ufficiale, previsto in casa in Coppa Italia, viene disputato a Torino. Si gioca contro il Palermo, squadra neoretrocessa in Serie B, e il Cagliari otterrà la qualificazione solamente dopo i calci di rigore. E’ comunque una partita che ha il suo peso per la storia di questa stagione per il Cagliari perché il bomber Borriello, regolarmente in campo e sul quale si era puntato anche in questa stagione e fresco di rinnovo contrattuale, decide clamorosamente di lasciare la squadra al termine di questa partita e con l’esordio in campionato alle porte. La cosa, naturalmente, lascia spiazzati società e tecnico e per la prima in campionato, il difficile impegno sul campo dei Campioni d’Italia della Juventus, in avanti viene schierato, in attesa di un sostituto di Borriello da cercare in fretta e furia sul mercato, Cop, di rientro in Sardegna per fine prestito dopo la precedente stagione 2015-16. L’attaccante croato è di passaggio in attesa di una sistemazione e infatti, di lì a poco, verrà ceduto in Spagna.

La partita, che è la prima assoluta del campionato, essendo un anticipo, è senza storia, verrà vinta dalla Juventus ma è da ricordare per l’innovazione introdotta in aiuto degli arbitri, il cosiddetto VAR, una sorta di moviola in campo che consente all’arbitro di correggere eventuali errori per casi particolari. La prima decisione arbitrare con l’ausilio del VAR riguarda proprio la partita tra Juventus e Cagliari con un calcio di rigore in favore del Cagliari decretato con l’aiuto della nuova tecnologia che verrà comunque sbagliato da Farias.

Parte così, con una sconfitta, questa nuova stagione di Serie A del Cagliari. Una Serie A che ha, di provenienza dalla B, tra le altre, l’esordiente Benevento che ha centrato due promozioni consecutive dalla Lega Pro con la seconda di queste, dalla B alla A, da debuttante in Serie B. Un Benevento che, tra i punti di forza, aveva Cragno in porta, di proprietà del Cagliari e che è rientrato in rossoblù ed è il titolare dei pali del Cagliari per questa stagione. Altra squadra proveniente dalla B è la Spal che non è debuttante ma che manca dalla massima categoria dalla stagione 1966-67 e che è anch’essa arrivata nella massima categoria attraverso due promozioni consecutive. È proprio alla squadra ferrarese che si accasa Borriello, così come Salamon, che viene dato in prestito. L’altra neopromossa è il Verona.

L’uomo che viene ingaggiato dal Cagliari per prendere il posto di Borriello è un pezzo abbastanza pregiato di mercato, anche se c’è l’incognita costituita dal fatto che è stato a lungo infortunato in tempi recenti. Trattasi di Pavoletti che viene acquistato dal Napoli e che passa alla storia, al momento, come l’acquisto più costoso della storia del Cagliari. Sarà protagonista di una buona stagione e riuscirà ad essere il miglior realizzatore dei rossoblù riuscendo ad andare in doppia cifra in quanto a realizzazioni. Un altro acquisto fugace, sarà quello del difensore olandese Van Der Wiel, proveniente dalla squadra turca del Fenerbahce, squadra a cui è andato Isla. Reduce anch’egli da problemi fisici, avrà esperienza molto breve in rossoblù e dopo poche partite verrà ceduto in Canada. Altri difensori in arrivo sono Andreolli dall’Inter e il promettentissimo Romagna dalla Juventus. A centrocampo arriva Cigarini, rientrano in attacco Giannetti dal prestito allo Spezia e Cossu dopo due anni all’Olbia.

Tornando al campionato, la seconda giornata, anch’essa difficile, si gioca sul campo dell’ambizioso Milan, e vede i rossoblù nettamente migliorare la loro prestazione. La gara viene persa di misura ma il debutto nella nuova casa, la Sardegna Arena, è vincente. Il Crotone viene sconfitto 1-0 e la prima rete nel nuovo stadio porta la firma di Sau. A questo successo ne segue un altro, in trasferta sul campo della Spal al termine di un’ottima prestazione che induce all’ottimismo per il prosieguo del campionato. Infatti i due successivi impegni casalinghi, contro due avversari tutt’altro che irresistibili, cioè Sassuolo (al momento ancora a secco di vittorie) e Chievo, sembrano fatti apposta per fare decollare il Cagliari in classifica.

Accade invece che la buona stella che ha accompagnato Rastelli nella sua esperienza di allenatore in rossoblù, che lo rendeva capace di vincere le partite contro squadre inferiori in classifica, cioè quelle che più contano, lo abbandona. Contro Chievo e Sassuolo due sconfitte che diventano tre con la successiva, decisamente più prevedibile, sul campo del Napoli. Il momento della riscossa, previsto per il successivo incontro casalingo contro il Genoa, altra squadra ancora a secco di vittorie, si trasforma in una nuova sconfitta che porta all’inevitabile esonero del tecnico, che mai aveva maturato più di due sconfitte consecutive nella sua esperienza rossoblù. Al suo posto arriva Lopez, di ritorno in rossoblù dopo poco più di tre anni, che comunque non può, nel difficile debutto, evitare la quinta consecutiva sconfitta, sul campo della Lazio. L’occasione del riscatto arriva immediatamente, visto che c’è un turno infrasettimanale che vede di scena alla Sardegna Arena il derelitto Benevento, ultimissimo in classifica a quota zero. Il successo arriva, per i rossoblù, anche se a fatica e con il brivido perché il punto della vittoria arriva solo nel recupero.

Il successo contro i campani porta un po’ di ottimismo ai rossoblù che ottengono altre due vittorie nelle successive tre gare, tra cui una in trasferta, a Udine, anche se il loro campionato continua tra risultati e prestazioni altalenanti.

Il girone di andata, che in questa stagione coincide con l’ultimo impegno dell’anno solare, fatto abbastanza inconsueto, si conclude, comunque, con un bel risultato, una vittoria sul campo dell’Atalanta, splendida realtà del campionato, che mancava dal 1991. Con la classifica che parla di cinque punti di margine di sicurezza sulla zona retrocessione.

La consueta finestra invernale di mercato, quella di riparazione, porta in rossoblù in entrata il prestito del difensore della Roma Castan, un altro difensore, il greco Lykogiannis, proveniente dalla squadra austriaca dello Sturm Graz, e il giovane attaccante colombiano Ceter. Mentre in uscita vanno via Capuano in prestito al Crotone e lo sfortunato Melchiorri, il cui unico spazio in gare ufficiali è stato per una partita di Coppa Italia a causa del suo difficile recupero fisico dopo l’infinita serie di infortuni patita nel corso della sua esperienza in rossoblù. Va in Serie B, al Carpi, dove comunque riuscirà a giocare con un minimo di continuità.

Nell’inizio del girone di ritorno il Cagliari continua con i suoi alti e bassi. Le prime due gare alla Sardegna Arena, contro due forti avversari come la Juventus e il Milan, li vedono sconfitti ma nelle due successive partite contro avversari di punteggio inferiore in classifica, come Crotone e Spal, si ottengono un pari esterno in Calabria e la vittoria a danno della Spal che, unite al successivo pari sul terreno del Sassuolo, fanno vivere ai rossoblù il loro miglior momento, visto che il margine di sicurezza sulla zona retrocessione arriva addirittura a otto punti. Pare il preludio ad una salvezza tranquilla, invece succede che si combinano un pauroso calo del Cagliari unito al progresso delle squadre che seguono i rossoblù in classifica. A questo c’è da aggiungere la forzata rinuncia a Joao Pedro, che sarà comunque il secondo migliore realizzatore della squadra, che prima incappa in una squalifica di quattro giornate a seguito di un’espulsione, poi viene squalificato cautelativamente in quanto trovato positivo ad una sostanza illecita. In attesa di chiarimenti, il brasiliano potrà rientrare soltanto nelle battute finali del campionato.

Dopo il pari col Sassuolo arriva lo scontro diretto sul campo del Chievo, uno scontro diretto che vede i rossoblù avanti di tre punti in classifica. Vince un Chievo che era in crisi nera, quattro sconfitte consecutive e vittoria che mancava da dieci giornate, con la classifica che parlava di settimo posto. A questo passo falso ne seguono altri due, uno dei quali il secondo consecutivo in due campionati, un umiliante 0-5 casalingo contro il Napoli e infine la sconfitta sul campo del Genoa, formazione che al termine del girone di andata era sotto il Cagliari ma che è ora in netta ripresa e decisamente sopra la formazione sarda.

Il vantaggio in classifica sopra la zona retrocessione ora è dimezzato (quattro punti) e i rossoblù si devono scuotere a tutti i costi. Contro la Lazio alla Sardegna Arena arriva una bella prestazione che purtroppo non porta la vittoria a causa di una rete fortunosa subita all’ultimo minuto. Vittoria che, invece, arriva la giornata successiva quando si gioca a Benevento, sul campo della squadra che è ininterrottamente ultima in classifica dall’inizio del campionato ma che nel girone di ritorno ha nettamente cambiato passo. La prestazione del Cagliari è certamente deludente, sembra maturare una clamorosa sconfitta, il Benevento è in vantaggio 1-0 e si gioca il recupero. Che porta due miracolose reti che valgono un preziosissimo successo. Che, purtroppo, viene vanificato da un’altra umiliazione interna, 0-4 contro il Torino, a cui segue un’altra sconfitta a Verona, stavolta sul campo dell’Hellas, penultima della classe. Il tutto alla vigilia della gara contro l’Udinese, squadra capace di passare da una serie di cinque vittorie consecutive ad una di undici sconfitte consecutive.

Il Cagliari vince e sembra, ancora una volta, uscire dai guai e, ancora una volta, quando sembra che le cose vadano per il meglio, nei guai ci rientra perché arrivano quattro partite senza vittorie. La prima di queste si gioca sul campo dell’Inter e il Cagliari dà la chiara impressione di non impegnarsi in quanto dà per scontata una sconfitta che in effetti tale sarà, e anche con pesante punteggio (0-4) per non sprecare energie in vista dell’impegno infrasettimanale alla Sardegna Arena contro il Bologna, partita certamente più abbordabile.

Il piano riesce malissimo perché contro il Bologna non si va oltre il nulla di fatto e la settimana dopo arriva una sconfitta pesantissima e senza attenuanti sul campo della Sampdoria, che vince facile 4-1 dopo avere chiuso il primo tempo sul 3-0 e con un calcio di rigore sbagliato. La partita successiva il Cagliari cambia registro, almeno come prestazione, questione non da poco in vista del finale di campionato ma arriva un’altra sconfitta, in casa, contro la Roma e adesso, ad appena centottanta minuti dal termine del campionato, la classifica fa davvero paura perché nelle retrovie della classifica la concorrenza non è stata a guardare, al punto che i rossoblù sono addirittura terzultimi e quindi, se il campionato fosse finito in quel momento, retrocessi.

Alla penultima giornata il Cagliari va a Firenze, campo tradizionalmente ostico, contro un’avversaria impegnata nella corsa per un posto nelle Coppe Europee della stagione successiva. Arriva una vittoria di importanza capitale perché la squadra antagonista nella lotta per non retrocedere, il Crotone, che precedeva il Cagliari di un punto in classifica, pareggia in casa contro la Lazio, altra squadra impegnata per un posto nelle Coppe Europee, e viene scavalcato.

A questo punto il Cagliari ha il proprio destino in mano, l’ultimo turno di campionato si gioca in casa contro la forte Atalanta. Arriva la tanto sospirata vittoria che vale la conferma della categoria, a retrocedere sono Crotone, Verona e Benevento. Quest’ultima squadra partita malissimo, con quattordici sconfitte nelle prime quattordici giornate di campionato.

A vincere lo scudetto, ancora una volta, è la Juventus, per la settima volta consecutiva. Stavolta, però, ha avuto la migliore antagonista di questi anni vincenti. Il Napoli, capace di chiudere primo in classifica il girone di andata e di mantenere per più giornate della Juventus, la testa solitaria della graduatoria, una vetta in cui si è issata per due giornate perfino l’Inter, l’ultima squadra a cancellare lo zero dalla casella delle sconfitte.

Per il Cagliari, in questo campionato, sono scesi un campo un complessivo di ventinove calciatori, nessuno dei quali ha giocato tutte le trentotto partite di campionato.

Il più presente è stato Padoin, che ha saltato una sola gara. Il miglior marcatore è stato Pavoletti, con undici reti, nove delle quali di testa, che lo pongono, in questa specialità, al vertice del maggiori campionati europei.

Del tutto negativo, invece, il rendimento degli altri attaccanti, con Farias che chiude con una sola realizzazione e Sau con due.