La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
2018/19
Campionato Serie A
Il Cagliari si presenta all’appuntamento con la nuova stagione con l’augurio di un campionato più tranquillo del precedente. A conti fatti questo campionato sarà molto simile a quello dell’anno prima. L’obiettivo del mantenimento della categoria viene raggiunto in maniera appena meno sofferta. Ma è ancora mancata qualche soddisfazione in più per la tifoseria. Da sottolineare, in negativo, la pessima vena realizzativa della squadra (terzo peggiore attacco) e il pessimo rendimento esterno, con il secondo peggiore attacco e il terzo peggiore punteggio.

Il tecnico designato per questa stagione è Maran, che proviene dal Chievo e succede così a Lopez.

Per quanto riguarda la campagna trasferimenti, vanno all’Olbia, in Serie C, i giovani Caligara, Ceter e Crosta. Dal Perugia, squadra di Serie B a cui viene ceduto il nordcoreano Han, rientra dal prestito Pajac e ritorna Cerri, già in rossoblù nella stagione 2015/16. Sempre in Serie B viene ceduto Giannetti (al Livorno), mentre rientra in prestito in patria, allo Standard Liegi, Miangue. Non fa più parte della rosa del Cagliari nemmeno Castan, il cui prestito dalla Roma non viene rinnovato. Deiola passa in prestito al Parma, squadra neopromossa in Serie A. Gli acquisti sono tutti stranieri, cioè i centrocampisti croati Srna, proveniente dal campionato ucraino (giocava nello Shaktar) e Bradaric, proveniente dal Fiume. Quindi il difensore estone Klavan, vicecampione d’Europa con gli inglesi del Liverpool la stagione precedente e l’argentino Castro che giocava nel campionato italiano, nelle fila del Chievo, squadra dalla quale, come detto, proviene anche lo stesso allenatore Maran.

La stagione ufficiale, per i rossoblù, inizia alla vigilia di ferragosto dove, esattamente come accaduto un anno prima, sfidano il Palermo nell’esordio in Coppa Italia e lo sconfiggono. La prima di campionato non è brillante. Il Cagliari, di scena sul campo del neopromosso Empoli, viene sconfitto con il punteggio di 2-0. Un po’ meglio l’esordio in casa allorquando affrontano l’ambizioso Sassuolo contro il quale sfugge la vittoria solo all’ultimo minuto e su calcio di rigore. La prima vittoria avviene al turno successivo e viene conseguita in trasferta, sul terreno della forte Atalanta, sconfitta dai rossoblù tra le mura amiche per il secondo campionato consecutivo.

Il picco in positivo del girone di andata il Cagliari lo tocca alla decima giornata, allorquando, dopo avere battuto alla Sardegna Arena il Chievo, i rossoblù, al termine di un trittico di partite nei quali si ottengono sette punti, dopo il successo interno contro il Bologna ed un ottimo pari sul campo della Fiorentina, si trovano ad appena due punti dal quinto posto di una classifica molto corta che vede ben undici squadre racchiuse nello spazio di appena quattro punti.

Da qui fino alla fine dell’anno solare, coincidente con la fine del girone di andata, il Cagliari ha un calo di risultati e arriva alla 17ma giornata al termine di una serie di sette partite consecutive, tre delle quali perse, senza vittorie. Ciononostante i rossoblù riescono sempre a mantenere un sufficiente margine di sicurezza sulla zona retrocessione grazie ad una buona dose di pareggi, otto nel girone di andata, nessuna squadra aveva pareggiato di più. Tra questi da segnalare quelli interni con Milan e Roma con, quest’ultimo, ottenuto nei minuti di recupero dopo essere stati in svantaggio di due reti e in nove contro undici, in un momento del campionato in cui la “Sardegna Arena” era uno dei pochi terreni di gioco del campionato ancora senza sconfitte. Sofferto anche il pari interno contro la Sampdoria con, stavolta, calcio di rigore negli ultimi minuti a sfavore che veniva sbagliato e più brillante quello ottenuto in rimonta dal parziale di 0-2 in trasferta contro la Spal. In ogni caso la classifica viene rafforzata con l’importante ritorno alla vittoria della 18ma giornata in casa contro il Genoa, in uno scontro diretto che porta al sorpasso in classifica.

Con il termine del girone di andata, riapre la finestra invernale di mercato che vede, per il Cagliari, il rientro dal prestito al Parma di Deiola e il trasferimento, sempre in prestito, di Farias e Pajac all’Empoli. Vanno via a titolo definitivo due veterani: alla Sampdoria, dopo sette stagioni in rossoblù, condite da più di duecento presenze in gare ufficiali e quasi una cinquantina di reti, l’attaccante sardo Sau. Al Brescia dell’ex presidente Cellino, il capitano Dessena, dopo nove anni in rossoblù. E va via anche il difensore Andreolli, destinazione Chievo, da cui arrivano il difensore Cacciatore e il centrocampista Birsa. In entrata anche un altro difensore, Luca Pellegrini, in prestito dalla Roma e gli attaccanti stranieri Despodov, bulgaro proveniente dal CSKA Sofia e Thereau, francese in prestito dalla Fiorentina.

Tornando al calcio giocato, il successo della penultima di andata contro il Genoa porta il Cagliari alla fatidica quota di venti punti, in perfetta media per la conferma nella categoria, preludio ad un altro calo di rendimento che fa guadagnare ai rossoblù nelle successive cinque partite, appena un punto in classifica.

Aldilà del dato numerico, c’è da riscontrare in negativo il rendimento in campo, visto che l’unico punto ottenuto è un pareggio interno, per giunta acciuffato all’ultimo minuto, contro l’Empoli, squadra attardata in classifica rispetto al Cagliari e che si sarebbe dovuti sconfiggere, per un rilancio in classifica. Anche in virtù del fatto che la formazione toscana sarà la peggiore in trasferta sia per numero di punti che per numero di vittorie che per numero di reti subite. E arrivano anche due pesanti rovesci esterni, entrambi con il punteggio di 3-0, sui campi di Sassuolo e Milan.

Il momento negativo viene scacciato con una serie di cinque vittorie in sei consecutive partite casalinghe, tra cui una di prestigio contro l’Inter e ben quattro in scontri diretti contro Chievo, Frosinone, Spal e Parma. Proprio l’ultima di queste vittorie, in casa contro il Frosinone, porta il Cagliari ad un altro picco positivo, cioè il decimo posto e un buon bottino da amministrare per il finale di campionato.

Purtroppo per il Cagliari, cala la tensione agonistica e arrivano tre pericolose sconfitte consecutive che mettono timore per le ultime due gare di campionato con il neopromosso Frosinone e il Chievo già condannate alla retrocessione e ben sette squadre (Bologna, Cagliari, Fiorentina, Empoli, Genoa, Parma e Udinese) a cercare di evitare il terzultimo posto in classifica, che significa retrocessione, con Sassuolo e Spal che si sono già tirate fuori dalla mischia.

A rendere incertissimo il finale di campionato è anche il fatto che ci sono vari scontri diretti in cui è coinvolto anche il Cagliari, destinato ad affrontare il Genoa in trasferta alla penultima giornata e l’Udinese in casa all’ultima. Cioè squadre che comunque hanno un obiettivo da conseguire e che si presenteranno in campo col coltello tra i denti. I risultati della penultima giornata mettono al sicuro il Parma, grazie al successo nello scontro diretto casalingo contro la Fiorentina, il Bologna e l’Udinese. Ma anche il Cagliari, che ottiene nello scontro diretto, sportivamente parlando, drammatico, sul terreno del Genoa, il punto della matematica certezza della conferma della categoria. Che si devono, viceversa, ancora conquistare Empoli, Fiorentina e Genoa con queste ultime due squadre a disputare ancora uno scontro diretto a Firenze e l’Empoli che riesce dopo una bella rimonta, a scavalcare il Genoa.

L’ultimo turno, con Fiorentina e Genoa a conseguire un rischioso pareggio nello scontro diretto, decreta la retrocessione dell’Empoli, autore comunque di una coraggiosa rimonta, che finisce al terzultimo posto a pari punti col Genoa, ma che retrocede per i peggiori risultati conseguiti negli scontri diretti.

In quanto al Cagliari, che ha anche la teorica possibilità di chiudere al decimo posto, arriva una brutta sconfitta interna contro l’Udinese, a chiudere in maniera deludente davanti al suo pubblico il campionato.

Per quella che è la restante storia di questa edizione 2018/19 del Campionato Nazionale di calcio di Serie A, dal punto di vista statistico, si registra un’impennata dei pareggi. Delle trecentottanta partite del campionato, ben duecentosedici sono i pareggi, contro i centosessantasei della stagione precedente. Aumentano anche le partite senza reti, trentaquattro 0-0 nella stagione 2018/19 contro i ventotto di un anno prima.

La vittoria, per l’ottava volta consecutiva, va alla Juventus, la migliore difesa del campionato, che vince autoritariamente mantenendo la testa della classifica per tutte le trentotto giornate di campionato. In esatta antitesi con il Chievo, ultimo in classifica ininterrottamente dalla prima all’ultima giornata.

Secondo in classifica sarà per il secondo anno consecutivo il Napoli, che chiude ad undici punti di distacco dalla vetta della classifica. Al terzo posto la sorprendente Atalanta, squadra con il migliore attacco in assoluto e il migliore attacco esterno nonché finalista di Coppa Italia, che è stata la migliore del girone di ritorno. A seguire, le due milanesi. Prima l’Inter, migliore difesa interna, a pari punteggio con l’Atalanta ma classificata sotto per gli scontri diretti, poi il Milan, attardato di un punto. Quindi, un po’ dietro, le due romane a chiudere il lotto delle partecipanti alle Coppe Europee per la stagione successiva, prima la Roma, migliore attacco casalingo, poi la Lazio. Tra le due formazioni romane si è inserito il Torino ma il posto nelle Coppe Europee va alla Lazio in quanto vincitrice della Coppa Italia.

Al di sotto del nono posto, occupato dalla Sampdoria, c’è un netto divario di punti nei confronti delle squadre che, a fasi alterne, ha lottato prevalentemente per il mantenimento della categoria. Alla fine, in questa seconda parte di classifica, la squadra migliore riesce ad essere il Bologna che, in realtà, ha trascorso una buona parte del campionato in zona retrocessione, riuscendo nel finale a cambiare decisamente marcia, al punto che la formazione emiliana è stata quella con il maggiore incremento di punti tra andata e ritorno. Infatti, dopo avere chiuso la prima parte del torneo al terzultimo posto, quindi in zona retrocessione, ha avuto un incremento, nel girone di ritorno, di ben diciotto punti.

Dopo il Bologna troviamo in classifica il Sassuolo, autore di un campionato all’insegna della regolarità, ma che è comunque calato nel girone di ritorno e l’Udinese che invece ha disputato un campionato più sofferto, riuscendo nel finale a sorpassare la Spal di un punto. Da questo punto della classifica in poi, si hanno le squadre che hanno lottato fino all’ultimo per il mantenimento della categoria, a parte il neopromosso Frosinone (la peggiore per rendimento interno) e il Chievo (peggiore attacco), matematicamente retrocesse con svariate giornate di anticipo rispetto alla concorrenza.

Il Parma, che ha trascorso buona parte del campionato in tranquillità, ha avuto una netta flessione nel girone di ritorno con un decremento rispetto all’andata di ben nove punti. Undicesima al termine della 27° giornata, dopo il successo casalingo sul Genoa, il Parma ha infilato una serie negativa di nove gare senza successi, chiudendo i conti alla penultima giornata con la vittoria, in un drammatico scontro diretto, in casa contro la Fiorentina. Cioè la squadra più clamorosamente sorprendente in negativo di questo campionato.

La formazione toscana, infatti, si trovava al nono posto al termine della 24ma giornata, quella in cui ha riportato l’ultimo successo in campionato prima di un clamoroso crollo che l’ha vista, tra le altre cose, ininterrottamente sconfitta nelle cinque partite tra la 33ma e la 37ma giornata in un disastroso girone di ritorno fatto di zero vittorie interne (nessuna nell’anno 2019 visto che l’ultima è stata alla sedicesima giornata, a dicembre 2018) e fatto di un decremento, rispetto all’andata, di undici punti.

A proposito della differenza tra rendimento nelle due parti del campionato, un curioso dato numerico vuole che la peggiore sia stata la squadra poi laureatasi Campione d’Italia, cioè la Juventus, che ha ottenuto nel girone di ritorno sedici punti in meno rispetto all’andata. Ma in realtà il dato numerico è ingannevole, visto che la Juventus, unica formazione imbattuta in casa, nel girone di ritorno, è stata peggiore della sola Atalanta in quanto a punti conquistati. Ma il girone di andata è stato, per la squadra piemontese, di livello talmente superiore (imbattuti, con ben cinquantatrè punti su cinquantasette conquistati), che una fisiologica flessione nella seconda parte del torneo, data anche da un inevitabile calo di tensione dovuto all’obiettivo virtualmente prima e matematicamente poi, raggiunto con larghissimo anticipo, spiega l’elevata differenza numerica di rendimento.

Per il Cagliari sono scesi in campo in campionato un complessivo di trenta calciatori. Primatista di presenze è stato Cragno, che è stato uno dei pochi calciatori di tutta la Serie A a non avere saltato nemmeno un minuto di campionato. Con lui sarebbe riuscito a fare il pieno di presenze, con ogni probabilità, anche Ionita se un’espulsione nelle battute finali del campionato non lo avesse portato ad una giornata di squalifica che lo fa chiudere con trentasette presenze. Migliore realizzatore è stato Pavoletti, autore di più del 44% del totale delle reti segnate da tutta la squadra, sedici su trentasei.