La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1989/90
Campionato Serie B
La stagione che porta ai Campionati del Mondo di Calcio per Nazioni, che si disputerà proprio in Italia e che avrà anche la città di Cagliari, con lo stadio Sant’Elia, come ospitante per tre partite, ha per i rossoblù, dopo essere sprofondati in Serie C1, almeno l’occasione di esibirsi in Serie B dopo due stagioni nel terzo livello e dopo anni difficili per i mediocri risultati sportivi e le disastrose condizioni finanziarie. Adesso il Cagliari è una realtà più stabile dal punto di vista societario e ampiamente rinnovata per quanto riguarda il discorso sportivo. Sono passati solo due anni dall’ultima presenza in B ma di cose ne sono cambiate tantissime. La squadra non è più in declino ma emergente. Ed è cambiato tanto rispetto ad allora sia nell’organico della squadra, con reduci solo quattro calciatori, sia nell’organico del campionato, visto che delle diciannove avversarie della precedente esperienza in B, ce ne sono solo cinque.

Per quanto concerne la rosa, va precisato che nei precedenti anni il primario obiettivo societario era quello di ripianare i debiti, e il raggiungimento di questo ha comportato comunque il fatto che denaro da spendere nella campagna acquisti non ce ne fosse mai stato tanto. Tuttavia la fiducia nell’organico è grande e la bravura del direttore sportivo Longo saprà sopperire alla pochezza dei fondi. Tra i calciatori, i volti nuovi rispetto alla stagione precedente non sono tanti. Non ci sono più Barozzi, Coppola, Davin, Pani e Piovani. A parte Piovani, che torna per fine prestito al Brescia, gli altri andranno tutti in Serie C. Gli acquisti sono quelli di Cornacchia e Poli, anch’essi provenienti dalla Serie C1, ma soprattutto Firicano, il più importante investimento monetario del Cagliari per questa stagione. Arriva dalla Serie A, dall’Udinese, squadra per la quale aveva dato il contributo alla promozione dalla B alla A. Discorso analogo per Cornacchia, anch’egli ha contribuito alla promozione in B della sua squadra, in C1 come il Cagliari ma nell’altro girone. Altri arrivi, ma tutti in prestito, sono quelli di Rocco e Paolino dall’Inter, di Greco dalla Lazio e di Pisicchio dal Bari. A guidare la squadra dalla panchina c’è il confermatissimo Ranieri, esordiente in Serie B.

Dopo la convincente prestazione in Coppa Italia, pur non premiata dalla qualificazione, contro una Juventus che poi si aggiudicherà il trofeo, il calendario del Cagliari pone il debutto dei rossoblù in trasferta, ad Avellino, per poi proporre due gare interne consecutive. In Campania il Cagliari paga lo scotto dell’esordio con i più esperti avversari venendo sconfitto 2-0 a causa di due autoreti nel primo tempo. Le due gare interne sono contro due calabresi (Reggina e Cosenza) e contro la squadra dello stretto si ha il primo successo, al debutto in casa, a cui segue il pari col Cosenza prima di una nuova sconfitta esterna, a Licata, ben più netta di quanto non dica lo striminzito punteggio di 1-0. Dopo quattro giornate, dunque, i rossoblù si trovano a quota tre con in trasferta due sconfitte su due senza nemmeno una segnatura e con appena una rete complessiva all’attivo, tra l’altro realizzata da un difensore, Valentini.

Chiaramente è presto per esprimere un giudizio su come sarà il campionato dei rossoblù, però qualche perplessità emerge. Soprattutto perché, in campagna trasferimenti, sono andati via i due attaccanti titolari, Piovani e Coppola, che erano, tra le altre cose, dei beniamini del pubblico, per essere rimpiazzati da Provitali, riserva la precedente stagione ed esordiente in B, e da Paolino, un debuttante assoluto. Ma le perplessità vengono immediatamente spazzate via perché a partire dall’ultima domenica di settembre e fino a tutto ottobre i rossoblù inanellano un’impressionante serie positiva che li proietta, a sorpresa, nelle parti nobilissime della classifica.

La prima gara di questa serie è un netto 3-0 al Sant’Elia contro il Monza, sommerso da tre reti già in un primo tempo nel quale il Cagliari ha perfino fallito un calcio di rigore. Quindi due consecutive trasferte entrambe concluse a bottino pieno, il successo 1-0 di Catanzaro e la vittoria in rimonta 2-1 a Brescia dopo avere concluso la prima frazione in svantaggio. E dopo un 1-1 casalingo contro la Reggiana, arriva il terzo successo esterno consecutivo a Foggia, 1-0 quindi la vittoria interna a danno dell’altra pugliese, 2-1 sul Barletta.

Dopo dieci giornate il Cagliari è a quota quattordici, un punto sotto la vetta, occupata dal Pisa, neoretrocesso come il favoritissimo Torino, di ritorno in Serie B dopo un trentennio di presenze consecutive in Serie A, secondo a pari merito con i rossoblù. E’ il picco massimo del girone di andata dei rossoblù perché proprio lo scontro diretto al Comunale è la gara dell’undicesima dove il Cagliari viene sconfitto 1-0 nel finale di partita. Da questo momento i rossoblù segnano un po’ il passo, anche se non si scende mai sotto il quarto posto, l’ultimo buono per la promozione.

Si pareggia in casa contro il Parma nonostante il vantaggio parziale di 2-0 con, per giunta, Pulga che subisce un grave infortunio che gli fa finire anzitempo la stagione e si perde la domenica successiva a Padova. Da lì a finire l’anno 1989, da segnalare il primo pareggio esterno, che avviene solo alla quindicesima a Pescara, e un bel successo interno contro la capolista Pisa. L’anno si conclude con la sfortunata sconfitta di Trieste (1-0) con Bernardini che sbaglia un calcio di rigore nel finale.

Il 1990 inizia alla grande con due gare interne consecutive nelle quali si fa bottino pieno, vittime Messina e Avellino, tre reti alla prima e due alla seconda senza subirne alcuna. La gara contro il Messina segna la chiusura del girone di andata, con cinque sconfitte al passivo e dieci gare su diciannove in casa. Nel girone di ritorno questa squadra, che risveglierà nei tifosi entusiasmi incontenibili, dopo anni di sofferenza sportiva, pur dovendo disputare una gara in più in trasferta, riuscirà a perdere solo tre volte, ottenendo un punto in più del girone di andata, chiuso al quarto posto, dietro Pisa, Torino e Parma e a pari punteggio con la Reggina, che sconfiggerà i rossoblù il 28 gennaio nello scontro diretto a Reggio, nella partita susseguente al successo interno sull’Avellino.

A questo stop seguirà un mese di febbraio memorabile con quattro successi in altrettante gare che spazzano via ogni dubbio circa le ambizioni della squadra di Ranieri, adesso terza alle spalle delle battistrada Pisa e Torino e con un buon margine sulle rivali, incapaci di tenere il passo dei rossoblù. A questo punto del campionato, comunque, il Cagliari ha un calo che dura fino a Pasqua, con ben cinque gare consecutive senza andare a segno, contraddistinte, però, da quattro pareggi, un buon modo di amministrare il vantaggio in classifica. I rossoblù ritornano a segnare proprio nell’occasione più importante, il sabato alla vigilia di Pasqua, quando si pareggia in rimonta 1-1 nello scontro diretto di Parma, formazione in ascesa in classifica. Passato il periodo di rallentamento, il Cagliari imprime la definitiva accelerata verso la promozione con tre successi di fila, tra cui quello di Como, terza vittoria in trasferta in altrettante uscite in Lombardia, tra il visibilio dei tantissimi emigrati sardi sugli spalti.

Con il terzo posto in classifica e sei punti di vantaggio sul quinto a quattro gare dal termine, può partire il conto alla rovescia per l’attesa della matematica certezza dello storico doppio salto di categoria, che avviene a centottanta minuti dal termine del campionato, con un pareggio 2-2 sul campo del Pisa, già matematicamente promosso.

Con Torino, Pisa e Cagliari, salirà in Serie A, per la prima volta nella sua storia anche il Parma, mentre la retrocessione sarà a danno del Como, che finisce penultimo e centra la sua seconda retrocessione consecutiva, in contrapposizione col destino del Cagliari. Le altre a cadere in C1 sono il Catanzaro, ultimo in classifica e il Licata, che finisce terzultimo e retrocede dopo due stagioni di Serie B. Per evitare l’altro posto che significava retrocessione, si avevano, alla vigilia dell’ultima di campionato, sei squadre a cercare di evitarlo. Quattro di queste terminavano il loro cammino a pari punteggio e per decidere la quartultima, una volta stilata la classifica degli scontri diretti, secondo quanto previsto dal Regolamento, erano Messina e Monza a doversi contendere il posto in Serie B in uno spareggio disputato in campo neutro, per l’esattezza a Pescara, che vedeva il successo del Messina con il punteggio di 1-0.

In questa stagione i primati positivi sono stati in larga parte divisi tra Pisa e Torino. Tra questi l’imbattibilità interna, primato diviso con il Cagliari che chiudeva anche con il prestigioso risultato della migliore difesa di tutto il campionato, sia in assoluto che in casa (in quest’ultimo caso, le reti subite saranno appena sei). Per i rossoblù è il secondo campionato consecutivo chiuso senza sconfitte interne. Le squadre senza successi in trasferta saranno Cosenza e Licata con, di contro, Parma e Ancona migliori con sette vittorie fuori casa, una più del Cagliari. Per il quale, in campionato, scenderanno in campo un complessivo di ventuno calciatori, nessuno dei quali disputerà tutte le partite del campionato.

I primatisti come numero di presenze saranno Ielpo, Valentini e Provitali, trentasette gare ciascuno, con quest’ultimo primatista anche per numero di segnature, dodici reti all’attivo. Come una stagione prima, a completare la festa per il calcio cagliaritano, almeno dal punto di vista sportivo, contribuiva il La Palma, che giocava al Sant’Elia come il Cagliari e che otteneva la conferma della categoria in Serie C2. Purtroppo, però, il sogno della seconda squadra di Cagliari terminava qui perché, per motivi economici, rinuncia all’iscrizione per il campionato successivo, seguendo il destino capitato anni prima ad un’altra squadra di Cagliari, la San Giorgio, fermatasi anch’essa alla Serie C.