La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
2021/22
Coppa Italia
Per questa edizione della Coppa Italia viene applicato un rinnovo della formula atta, se possibile, a renderla ancora più snella. Insomma, un torneo dal basso livello di competitività da affrontarsi quasi con fastidio che dà l’impressione di esistere per puro dovere di calendario e destinato ad avere come lotto di vincitori una ristrettissima cerchia di squadre, sempre le stesse, ad alternarsi anno dopo anno. Alle quali basta giocare cinque partite per aggiudicarsi il torneo. Ben lungi dal livello vissuto nel passato con l’apice negli anni 80 quando conquistare il trofeo comportava un minimo di partite da disputare e con le squadre di categoria inferiore a creare ostacolo non di poco conto.

Nell’organico delle partecipanti di questa edizione ci sono, ovviamente, tutte le squadre di A e B con una riduzione, viceversa, delle rappresentanti le categorie inferiori con sole quattro squadre, tutte di Serie C. Il risultato di questo ridimensionamento riduce il numero della partite da 79 a 45. Le squadre di Serie C, per giunta, disputano un turno preliminare che le dimezza immediatamente.

Le gare sono tutte ad eliminazione diretta in gara unica da giocare sul campo della squadra di categoria superiore, a togliere ulteriore imprevedibilità, o comunque di quella meglio classificata. Unica eccezione le semifinali da disputarsi con la formula dell’andata e ritorno. Le squadre, a seconda di categoria e classifica della stagione precedente, entrano in gioco, per così dire, a scaglioni. Dopo il turno preliminare ci sono due ulteriori turni eliminatori per arrivare poi agli ottavi di finale, dove entrano in gioco le prime otto classificate della Serie A della stagione precedente, e via discorrendo fino ad arrivare alla finale, che ritorna a disputarsi allo stadio Olimpico di Roma.

Il Cagliari affronta alla Sardegna Arena nei primi due turni due squadre di Serie B (prima il Pisa, poi il Cittadella) qualificandosi in entrambi i casi e vincendo sempre con lo stesso punteggio (3-1) prima di essere eliminato negli ottavi di finale dal Sassuolo che si impone, a Reggio Emilia, con il punteggio di 1-0.

Alla finale arrivavano la Juventus, detentrice del trofeo, e l’Inter, Campione d’Italia in carica e la partita viveva alti livelli di spettacolarità con l’Inter a chiudere la prima frazione di gioco in vantaggio e la Juventus a ribaltare la situazione nei primi minuti del secondo tempo. L’ultima parola spettava però all’Inter che prima mette a segno la rete che porta le due squadre ai tempi supplementari, nei quali realizza altre due reti per il 4-2 finale.