La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1972/73
Campionato Serie A
La Serie A 1972/73 sarebbe dovuta cominciare, dal punto di vista tecnico, con la conferma dell’allenatore Scopigno, vista la sua disponibilità a continuare il rapporto con il Cagliari, per dare seguito alla positiva stagione. Invece accade che alla presidenza Paolo Marras succede a Efisio Corrias e si opta per il cambio alla guida della squadra. Arriva così Edmondo Fabbri, ex Commissario Tecnico della Nazionale nei disastrosi mondiali del 1966 in Inghilterra, quelli della mortificante sconfitta contro la Corea Del Nord che ha fatto storia.

L’organico rimane pressoché invariato rispetto alla stagione precedente. La più importante novità riguarda Greatti che ha chiuso l’attività dopo nove anni di militanza in rossoblù. L’unico arrivo è quello di Mario Maraschi, discreto attaccante nel Lane Rossi Vicenza ma che non sarà capace di ripetersi in rossoblù. In un’ottica di ringiovanimento, si da sempre più spazio a Dessì, Lamagni e Roffi ed esordiscono in prima squadra Copparoni , Di Carmine e Lombardi. Questa stagione costituisce anche l’ultimo atto in rossoblù di un altro pezzo della storia recente del Cagliari cioè Reginato che, con tre presenze in panchina come dodicesimo, chiude la sua carriera in rossoblù.

La stagione comincia con una brillante qualificazione in Coppa Italia alla vigilia del campionato (quattro vittorie su quattro nella prima fase) ma i sorrisi finiscono subito lì. Difatti, nonostante gli uomini siano gli stessi che un anno prima hanno lottato per lo scudetto, arriva subito l’eliminazione dalla Coppa UEFA e un pessimo avvio di campionato, peggio delle più infauste previsioni. Dopo un terzo del cammino, in corrispondenza della terza sconfitta consecutiva, nella gara interna contro il Milan, i rossoblù si ritrovano ultimi in classifica con una sola vittoria all’attivo, facendo un salto indietro nel tempo alla loro stagione d’esordio in A, anno 1964 e scatenando così la contestazione dei tifosi nei confronti dell’allenatore Fabbri.

Una volta toccato il fondo la squadra rossoblù, punta nell’orgoglio, riesce a scuotersi e a cambiare prepotentemente marcia ottenendo nelle successive otto partite cinque vittorie e tre pareggi che portano la squadra ad un sesto posto decisamente più consono al proprio valore tecnico. Ma il trend positivo termina lì e i rossoblù trascinano stancamente il loro campionato, tra alti e bassi, verso la fine per un insipido ottavo posto finale con ventinove punti. Rimane l’obiettivo della Coppa Italia, la cui fase conclusiva si svolge dopo la fine del campionato, ma anche questo sfuma.

Per quanto riguarda la restante storia di questo campionato, il girone di andata vede protagoniste quattro squadre una delle quali, l’Inter, perderà terreno nel girone di ritorno, lasciando che la disputa dello scudetto riguardasse tre formazioni che rimangono, esattamente come accaduto un anno prima, tutte in lizza per il titolo all’ultima giornata. La stagione precedente, come questa, c’erano Juventus e Milan mentre si passa dall’avere avuto Cagliari e Torino come altre antagoniste, ad averne un’altra. Trattasi della splendida Lazio che, neopromossa dalla Serie B, riesce incredibilmente a rimanere in lotta per lo scudetto fino all’ultima giornata, toccando durante il campionato, anche il primo posto solitario.

L’ultima giornata di campionato parte con il Milan in testa e Juventus e Lazio un punto sotto e con tutte tre le contendenti impegnate in trasferta. A tre minuti dal termine delle partite le tre squadre sono appaiate in classifica a quota 44 ma alla fine è, esattamente come un anno prima, la Juventus, che ha chiuso il girone di andata a in testa a pari merito col Milan, a vincere lo scudetto.

Per il Milan (che chiuderà la sua stagione con un’esaltante affermazione internazionale, il successo in Coppa Delle Coppe), la consolazione di una prima linea devastante: sono ben 65 le reti realizzate, migliore attacco sia in casa che in trasferta, venti in più della squadra più vicina numericamente per il numero di segnature. Ad incidere in maniera decisiva su questi dati c’è l’incredibile risultato della partita Milan-Atalanta terminato con il punteggio di 9-3 che costituisce il primato di reti per una partita di Serie A. Questo incontro sarà fatale per l’Atalanta che pagherà con la retrocessione.

Infatti mentre la condanna per le ultime due della classifica (l’esordiente Ternana, che porta per la prima volta l’Umbria in Serie A e il Palermo, altra neopromossa) arrivavano in anticipo sulla fine del campionato, per la terza scomoda poltrona che porta alla Serie B, c’erano, a novanta minuti dal termine del campionato, ben cinque squadre in lizza, tra le quali l’immancabile Sampdoria che, ancora una volta, scamperà alla retrocessione.

Alla fine sarà decisivo lo scontro diretto di Bergamo tra la squadra locale e il Lane Rossi Vicenza, vinto da quest’ultima, che porta quattro squadre a pari punteggio al terzultimo posto finale con l’Atalanta condannata per la peggiore differenza reti.

Tra gli altri primati di questo campionato, segnaliamo Milan, Lazio e Napoli imbattute in casa e ancora il Napoli, insieme a Palermo e Ternana, senza successi in trasferta. Per la formazione campana la notevole differenza tra rendimento interno ed esterno con ventidue dei ventotto punti conquistati tra le mura amiche e primati sia come migliore difesa interna (in positivo) che come peggiore attacco esterno (in negativo). Quest’ultimo dato sarà anche un primato assoluto visto che in trasferta la rete segnata sarà solamente una.

Per il Cagliari (che conquisterà in questa stagione il primato per il massimo dei pareggi esterni) scenderanno in campo in questo campionato un complessivo di diciannove calciatori. Per tre di questi, Cera, Domenghini e Martiradonna, si chiuderà il sipario sulla loro straordinaria carriera rossoblù. I più presenti in campionato saranno Brugnera e Niccolai che disputeranno tutte trenta le partite, mentre il miglior realizzatore sarà, come di consueto, Riva con dodici reti. Il bomber rossoblù raggiungerà, con la rete segnata con la maglia della Nazionale a Roma sabato 9 giugno 1973 nella gara Italia-Brasile, Giuseppe Meazza in cima alla classifica cannonieri azzurri.