La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1973/74
Coppa Italia
Questa edizione della Coppa Italia ricalca la formula oramai collaudata delle ultime edizioni. Sempre le trentasei squadre di A e B ammesse, suddivise in sette gironi da cinque squadre ciascuno con ognuno una testa di serie e il detentore del trofeo (per questa edizione il Milan) ammesso direttamente al turno successivo.

Per la prima fase, da disputarsi alla vigilia del campionato, in ogni girone, calendario che prevede cinque giornate con in ognuna due partite ed una squadra a riposare a rotazione, gare di sola andata e alternanza casa-trasferta decisa dal calendario stesso. Qualificazione per la prima classificata di ciascun girone e turno successivo con le otto squadre suddivise in due gironi e gare, stavolta, di andata e ritorno con le due prime c lassificate a contendersi la Coppa nella finale in gara unica da disputarsi a campionato finito in campo neutro, che è, ancora una volta, lo stadio Olimpico di Roma.

Consiste proprio nella calendarizzazione della seconda fase l’unica variante rispetto all’edizione precedente, allorquando anch’essa si disputava a campionato finito mentre in questo caso veniva diluita in un arco di tempo più lungo, da dicembre a maggio.

Il Cagliari, protagonista la stagione precedente fino alla fase finale, stavolta non supera la prima, venendo eliminato senza attenuanti nel proprio girone, terminando all’ultimo posto con un solo punto ed una sola rete realizzata e due sconfitte su due gare interne.

All’ultimo atto di Roma giungevano il Bologna ed il sorprendente Palermo, squadra di Serie B. I rosanero davano filo da torcere fino all’ultimo istante ai più blasonati rivali chiudendo il primo tempo in vantaggio e raggiunti solo all’ultimo minuto su un discutibile calcio di rigore. Ed è proprio ai calci di rigore, dopo i tempi supplementari senza reti, che il Bologna vinceva il trofeo.