La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1979/80
Coppa Italia
Questa edizione della Coppa Italia si svolge con la stessa formula della stagione precedente. Trentacinque delle trentasei squadre di A e B vengono suddivise in sette gironi da cinque squadre ciascuna con fase eliminatoria precampionato svolta in cinque giornate con partite di sola andata sul campo di una delle contendenti deciso dal calendario e una squadra a turnazione a riposare per ogni giornata.

Le prime classificate di ogni girone, a cui si aggiunge la detentrice del trofeo, nella fattispecie la Juventus, danno vita, tramite accoppiamenti decisi da sorteggio, ai quarti di finale ad eliminazione diretta con gare di andata e ritorno, quindi semifinali e finale che, invece, si gioca in gara unica.

Il Cagliari manca ad una manciata di minuti dal termine dell’ultima gara del proprio girone eliminatorio la qualificazione ai quarti di finale. I rossoblù si presentano allo scontro decisivo sul campo del Napoli con un punto di ritardo dai rivali, che guidano la classifica, ma conducono autoritariamente la gara chiudendo il primo tempo in vantaggio e subendo la rete decisiva sul finire di partita, pagando anche l’inferiorità numerica causata da un’espulsione. A conti fatti è stato un vero peccato perchè questo Cagliari 1979/80, allenato da Tiddia, è un'ottima squadra, capace, in campionato, di chiudere al sesto posto in Serie A da neopromossa e avrebbe potuto fare ancora strada in questa Coppa Italia visto che nel turno successivo sarebbe capitata la Ternana, formazione di Serie B che sarebbe retrocessa al termine del suo campionato. Invece la formazione umbra è stata la sorpresa del torneo, visto che è arrivata fino alle semifinali.

Il trofeo, destinato ad assegnarsi in campo neutro, vede, in realtà, una delle due contendenti giocare in casa perché alla finale giunge la Roma, opposta al Torino e il teatro dell’ultimo atto è proprio lo stadio Olimpico di Roma. L’incontro, molto equilibrato e terminato senza reti anche dopo i tempi supplementari, vede l’assegnazione della Coppa solo ai calci di rigore, che vedono la squadra di casa vincente.