La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
2019/20
Campionato Serie A
Campionato da cifre tonde, questo della stagione 2019/20, per il Cagliari. Si tratta, infatti, per i rossoblù, della quarantesima presenza nella massima categoria nazionale calcistica e cade anche la ricorrenza del cinquantennale dello scudetto. Ma è anche e soprattutto la stagione del centenario. E il presidente Giulini fa le cose in grande realizzando una campagna acquisti che non si vedeva da anni. Per allestire la quale, viene sacrificato il gioiello Barella, oramai stabilmente nel giro della Nazionale, che viene venduto all’Inter. E nell’allestimento di questa operazione di mercato, viene inserito anche un ex calciatore del Cagliari, cioè Nainggolan, in rotta di collisione con il tecnico dell’Inter, che arriva in rossoblù in prestito. Accolto da trionfatore, riuscirà a ripagare l’affetto dei tifosi con una stagione da assoluto protagonista.

Delle altre cessioni, la più importante riguarda quella del difensore Romagna che, in cerca di più spazio da titolare, viene girato in prestito al Sassuolo. Padoin, a cui scade il contratto, che non gli viene rinnovato, si accorda con l’Ascoli, squadra di Serie B. Viene ceduto all’Olbia Doratiotto e rientra dal prestito Thereau alla Fiorentina. Viene ceduto in prestito anche il bulgaro Despodov in Austria, allo Sturm Graz e il croato Bradaraic in patria, all’Hajduk Spalato, mentre il suo connazionale Srna decide di chiudere la carriera professionistica.

Passando agli arrivi, Mattiello proviene in prestito dall’Atalanta e rientra dal prestito all’Olbia Ragatzu. Il centrocampo viene completato con due acquisti di assoluto spessore. Un altro croato, Rog, proveniente dal Napoli e l’uruguayano Nandez, proveniente dal campionato argentino, per l’esattezza dal Boca Junior, che viene portato in Sardegna dopo una complessa trattativa che lo fa diventare, al momento, il più costoso acquisto nella storia del Cagliari. Anche Nandez ripagherà con le sue prestazioni la fiducia accordata. Alla guida tecnica della squadra viene confermato Maran.

La stagione ufficiale, il cui termine è previsto anticipato per consentire alla Nazionale di presentarsi al meglio ai Campionati Europei previsti a giugno, non inizia, per il Cagliari, sotto i migliori auspici. Infatti c’è da segnalare la rinuncia forzata di uno dei migliori elementi della stagione precedente, cioè il portiere Cragno, infortunatosi nel precampionato e che sarà in grado di rientrare solamente con il nuovo anno solare 2020. Il suo posto tra i pali, in attesa delle opportune verifiche nel calciomercato, viene preso dal suo vice, Rafael. Il quale macchia il debutto in gare ufficiali, nella vincente gara di Coppa Italia contro il Chievo, con un’espulsione. Giocherà anche la prima di un campionato, che parte il 25 agosto, che riserva ai rossoblù due consecutive gare interne, la prima delle quali li vede opposti al Brescia, squadra neopromossa dalla Serie B il cui presidente è il predecessore dell’attuale, cioè Cellino.

Sarà una delusione per i tifosi del Cagliari, che attendono con molte aspettative la loro squadra del cuore al debutto stagionale e che invece vedranno, viceversa, una prestazione sottotono e la clamorosa affermazione della formazione ospite che capitalizzerà al massimo un episodio che sarà simbolico per quello che si vedrà in tutto il campionato. Infatti viene decisa una sorta di tolleranza zero per i falli di mano e in generale per tutte le più piccole scorrettezze in area di rigore e un tocco di mano assolutamente involontario di un rossoblù, per giunta voltato di spalle rispetto all’azione di gioco, provocherà il calcio di rigore decisivo per l’affermazione del Brescia.

Saranno, a conti fatti, ben 186 i calci di rigore concessi in tutto il campionato, 64 in più rispetto alla stagione precedente. Ma, curiosamente, con una squadra (in questo caso l’Udinese) senza nemmeno uno all’attivo, evento che non si verificava da quindici anni. Tornando alla partita contro il Brescia, aldilà della sconfitta c’è da registrare, sul finire del primo tempo, il grave infortunio al bomber Pavoletti, destinato, secondo la prima diagnosi, ad uno stop non inferiore ai sei mesi.

Dopo il deludente debutto la società corre ai ripari ingaggiando, al suo posto, Simeone, che arriva in prestito. E si ingaggia anche un altro portiere, cioè Olsen, che arriva dalla Roma, anch’egli in prestito. Il portiere svedese e l’attaccante argentino debutteranno immediatamente, nel secondo consecutivo impegno casalingo, avversario l’Inter, in quella che sarà la seconda sconfitta in campionato per il Cagliari. Ma il riscatto è dietro l’angolo perché, a partire dalla terza giornata per arrivare alla quindicesima, i rossoblù inanellano una serie positiva da sogno che li vedrà imbattuti e nelle posizioni che portano ad un piazzamento nelle Coppe Europee. Tredici partite, di cui ben otto vinte, senza sconfitte e con alcune prestazioni memorabili. Tipo le vittorie a Napoli e Bergamo, in quest’ultimo caso, per il terzo anno consecutivo, il roboante successo interno contro la Fiorentina e la vittoria alla Sardegna Arena contro la Sampdoria dopo un’entusiasmante rimonta.

In questo scorcio di campionato, tutti giocano a livelli altissimi, dal portiere Olsen a Joao Pedro, mai così prolifico sottoporta, per passare ad un centrocampo tra i migliori del campionato con il trio Nandez-Rog-Nainggolan con quest’ultimo efficace anche in fase realizzativa. La serie utile si protrae fino all’8 dicembre con il pareggio 2-2 sul campo del Sassuolo, maturato dopo un parziale svantaggio di 0-2. Dopo questa partita il Cagliari, che nel frattempo ha pure passato il secondo turno di Coppa Italia, è quarto in classifica a pari punteggio con la Roma e con un punto di vantaggio sull’Atalanta, sesta, l’ultima delle squadre in zona Europea con le altre squadre nettamente staccate. Il Napoli, settimo, ad esempio, ha un ritardo di sette punti dall’Atalanta. Il tutto alla vigilia di uno scontro diretto per l’alta classifica, con la Lazio, cioè la squadra che precede immediatamente il Cagliari, reduce da sette vittorie consecutive, ospite alla Sardegna Arena.

Le cose paiono andare a gonfie vele per i rossoblù che si portano in vantaggio nelle prime battute della partita riuscendo a conservarlo fino al novantesimo con numerose occasioni da rete fallite. Dopodichè succede l’irreparabile con la Lazio che realizza due reti nel recupero, complice la decisione dell’arbitro di assegnare un prolungamento ingiustificato per quello che si è visto in campo e sconfigge in rimonta il Cagliari. Questa battuta d’arresto è una mazzata dal punto di vista morale per i rossoblù che vengono battuti, ancora una volta nel finale, nella successiva partita di Udine dove perdono l’imbattibilità esterna. La sconfitta contro la Lazio è l’inaspettato avvio di una clamorosa serie negativa e la prima di quattro sconfitte di fila.

Con l’inizio dell’anno 2020 pare arrivare qualche timido segno di ripresa con tre pareggi consecutivi, tra cui quello sul campo dell’Inter, dove rientra Cragno, che consentono il mantenimento del sesto posto in classifica, sempre utile per una partecipazione alle Coppe Europee la stagione successiva. Ma purtroppo è solo un’illusione, non appare più traccia della squadra che aveva fatto sognare i tifosi e le delusioni si succedono una dopo l’altra. Non mancano nemmeno le chiacchiere extra-campo con una ricaduta dell’infortunio di Pavoletti sulle cui cause si è detto di tutto.

Il mercato di riparazione è in tono minore, non si colmano le lacune della squadra e non cambia praticamente niente. C’è solo uno scambio di prestiti con la Spal dove arrivano Castro e Cerri in cambio di Paloschi e, sempre in prestito, vanno via i poco utilizzati Aresti (all’Olbia, in Serie C), Pinna all’Empoli, in Serie B e Deiola al Lecce. L’unico acquisto di rilievo è quello di un altro uruguayano, Pereiro, che arriva dal PSV, squadra olandese.

Arriva anche l’eliminazione in Coppa Italia e arrivano altre tre sconfitte consecutive che fanno precipitare il Cagliari all’undicesimo posto in classifica. E a questo punto diventa anche inevitabile l’esonero di Maran, forse un po’ tardivo. Il suo posto viene preso da Zenga. Ma aldilà di qualsiasi discorso tecnico, si diffonde in tutto il pianeta una terrificante pandemia che colpisce anche l’Italia dove causerà la morte di più di trentamila persone. Dopo una serie di restrizioni, che porta, tra le altre cose, al rinvio della gara contro il neopromosso Verona, il cui recupero sarebbe stato la gara d’esordio di Zenga, si decide, all’inizio di marzo, per la sospensione del campionato, così come tutte le attività. Si rimane sempre con il dubbio sulla possibilità o meno di una ripresa dello stesso con la UEFA che posticipa di un anno il Campionato Europeo. La Serie A, invece, riesce finalmente a ripartire a giugno con la gara da recuperare di Verona che vede il Cagliari, ancora una volta, sconfitto in quella che era la partita d’esordio di Zenga.

La ripartenza del campionato avviene con importanti novità, soprattutto con il numero di sostituzioni consentite che passa da tre a cinque, purchè effettuate in un massimo di tre interruzioni. Il calendario viene, chiaramente, rivoluzionato, con partite che si giocano due volte alla settimana, praticamente senza sosta e le gare, fino al termine saranno tutte senza la presenza del pubblico.

Nei successivi due incontri arrivano altrettante vittorie che danno, finalmente, un minimo sorriso ai tifosi dopo tante amarezze. Ma la stagione, oramai compromessa, si trascina stancamente fino alla fine senza che Zenga riesca a dare una importante sterzata al rendimento del Cagliari. Nota certamente positiva è il fatto che si approfitta di una classifica alla quale si ha poco da chiedere per fare esordire esordire un po’ di ragazzi provenienti dalla formazione primavera, classificatasi al secondo posto nel relativo campionato, sospeso per la pandemia.

Arrivano, tra gli altri risultati, svariati pareggi e poche segnature. Con anche due brutte sconfitte esterne, entrambe con il punteggio di 3-0, contro Sampdoria e Milan. Prima della fine del campionato, che chiude i battenti il 2 agosto, c’è spazio per una clamorosa vittoria contro la Juventus, squadra già matematicamente certa del suo nono scudetto consecutivo, che mancava da anni e per rivedere in campo Pavoletti, una manciata di minuti nel finale di gara dell’ultima giornata.

Tirate le somme, per il Cagliari, primatista in campionato di pareggi esterni con otto partite patte arriva solo un deludentissimo quattordicesimo posto con pochi sorrisi per i tifosi. Si è più perso che vinto sia in assoluto che in casa e in trasferta e le reti subite sono state in numero maggiore di quelle realizzate.

La restante storia di questo campionato parla, rispetto ad un anno prima, di un calo del cosiddetto fattore campo con vittorie esterne passate da centosei a centotrentasette, con nessuna squadra a vincere meno di tre gare esterne e con più della metà delle partecipanti ad avere, nelle gare casalinghe, conosciuto più sconfitte che vittorie.

A laurearsi Campione D’Italia è stata ancora una volta, come già accennato, la Juventus, alla nona affermazione consecutiva, questa volta in maniera meno netta visto che lo scarto sulla seconda classificata è di un solo punto anche se va detto che i Campioni hanno ceduto terreno soprattutto nel finale, a giochi praticamente fatti. Un calo che ha tolto alla Juventus la possibilità di essere l’unica squadra senza sconfitte interne, visto che la sola battuta d’arresto casalinga è arrivata proprio all’ultima giornata.

Vanno comunque a loro primati di assoluta importanza come il massimo numero di vittorie sia assolute (ventisei) che casalinghe (sedici) con il massimo dei punti nelle gare interne (cinquanta su cinquantasette) e il minimo di reti subite in casa (diciassette, come Inter e Lazio).

Alle loro spalle hanno lottato per la vittoria finale l’Inter, la squadra con meno sconfitte in campionato (appena quattro) che ha invece avuto il migliore rendimento lontano dalla mura amiche come testimoniano il massimo del punteggio (quarantatrè punti su cinquantasette) con il massimo numero di vittorie e il minimo di reti subite e la Lazio, che ha avuto il suo punto di forza nella difesa, la migliore sia in assoluto che per quanto riguarda le gare interne.

Tra loro si è inserita l’Atalanta, la squadra con meno sconfitte esterne (appena una) che ha, nel finale di campionato, strappato il terzo posto alla Lazio in virtù del suo straordinario attacco che sarebbe potuto arrivare addirittura in tripla cifra (novantotto reti realizzate a novanta minuti dal termine con ultima partita senza segnature). Attacco che è stato il migliore sia in assoluto, che in casa che in trasferta.

Quinta una buona Roma con, decisamente più staccate, Milan e Napoli (vincitore della Coppa Italia) a completare il lotto delle prossime rappresentanti l’Italia nelle Coppe Europee. Il resto della classifica parla di un gruppone di squadre racchiuse in pochi punti, capeggiato dall’ottimo Sassuolo e chiuso due delle squadre che hanno più deluso, cioè Torino (finito sedicesimo) e Genoa (diciassettesimo per il secondo anno di fila) a precedere il terzetto delle retrocesse che, come spesso accaduto ultimamente, è costituito dai 2/3 delle neopromosse. In questo caso il Lecce (peggiore difesa) e il Brescia con ultimo posto per la Spal, curiosamente accomunata con la Juventus per il primato minimo di pareggi (cinque) e detentrice di quasi tutti i primati negativi stagionali.

Per il Cagliari, in questo campionato, sono scesi in campo un complessivo di trentatré calciatori (primato storico per i rossoblù in Serie A) con massimo di partite giocate per Simeone, presente in trentasette delle trentotto partite di campionato (praticamente ha giocato sempre da quando è arrivato al Cagliari, visto che la sua unica assenza è relativa alla prima giornata, quando ancora non era un calciatore rossoblù), una in più di Joao Pedro che è stato il massimo realizzatore con diciotto reti, una cifra che vale il quinto posto nella classifica marcatori del campionato ma soprattutto il quarto posto tra i realizzatori di tutti i tempi per il Cagliari in Serie A. Il secondo marcatore stagionale per la squadra è lo stesso Simeone con dodici reti e la somma di realizzazioni per i due attaccanti porta, quindi, al totale di trenta reti che rappresenta il massimo numero di reti della storia del Cagliari in Serie A per una coppia di attaccanti.