La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
2000/01
Campionato Serie B
Stagione 2000/01 di ritorno in Serie B per il Cagliari e avvio di un periodo di magre dal punto di vista dei risultati sportivi per i rossoblù dopo un decennio di quasi totale militanza nella massima Serie (nove stagioni su dieci).

Per questa nuova avventura in Serie B, che si spera duri una sola stagione, l’organico del Cagliari viene profondamente rinnovato, esattamente come quando accadde nella stagione 1997-98, all’indomani della precedente retrocessione dalla A, seguendo un po’ la stessa linea. Cioè ricorrere ad un massiccio ricambio di calciatori in maniera da potere riavviare un ciclo, visto che il disastroso precedente campionato in A ne aveva palesemente decretato la fine.

Le cessioni di alcuni calciatori della stagione precedente e soprattutto la loro destinazione testimoniano il fatto che la pessima annata passata dei rossoblù non era certo dettata dallo scarso spessore tecnico dei protagonisti in campo. Infatti Macellari, Mboma, O’Neill e Zebina si accasano in squadre tra le più quotate della Serie A 2000/01. Zebina riesce addirittura a laurearsi Campione D’Italia, per giunta in una squadra poco abituata a conseguire tale titolo, cioè la Roma. Gli altri tre saranno comunque più o meno protagonisti al vertice del calcio italiano con Macellari che va all’Inter che finirà quinta, Mboma, quarto con il Parma e finalista in Coppa Italia e il più talentuoso di tutti, O’Neill, secondo in campionato con la Juventus anche se con poche presenze, causa alcuni problemi fisici che contribuiranno ad un rapido declino della sua carriera.

Anche Oliveira rimane in A, con la maglia del Bologna. Non meno protagonista di questa stagione sarà l’attaccante Corradi che, ceduto al Chievo avversario del Cagliari in questa stagione, sarà il miglior realizzatore della squadra veronese che otterrà la sua prima storica promozione in Serie A. Riguardo le altre cessioni, segnaliamo il rientro all’Empoli del difensore Bianconi, il passaggio di Ametrano al neopromosso Crotone e quello di Franzone al Giulianova. Della rosa del Cagliari di quest’anno, almeno all’inizio, fanno parte anche Berretta e De Patre, due tra i migliori protagonisti dell’ultimo bel Cagliari, quello allenato da Ventura, i quali non rinnovano il contratto e, a stagione iniziata, si accasano rispettivamente all’Atalanta e al Pescara senza mai scendere in campo in rossoblù.

Il calciomercato estivo ha in arrivo un grande nome per la categoria, cioè l’attaccante Cammarata, proveniente dal Verona, grande protagonista della memorabile salvezza in A della squadra veneta. Un attaccante per il quale viene fatto un ingente investimento monetario che, nel corso della sua milizia in rossoblù, non verrà ripagato come ci si aspettava. Oltre Cammarata arrivano anche Buso, trentenne e finora mai sceso sotto la Serie A, che proviene dal Piacenza che, tuttavia, a differenza del Verona, da cui proviene Cammarata, non è riuscita ad evitare la retrocessione. E vengono ancora dalla massima Serie Lucenti, dal Napoli e Fontolan, scambiato con Oliveira nel Bologna. A completare l’organico che si presenta ai nastri di partenza di questa stagione c’è il portiere di riserva Castelli, proveniente dalla Pro Sesto, squadra di Serie C2, Pinna, fresco di promozione dalla C2 alla C1 con la Torres e il difensore Circati che proviene dal Treviso, brillante protagonista delle recenti annate in Serie B.

E per tale motivo proviene da questa squadra anche il nuovo tecnico, Bellotto. Il quale, a stagione iniziata, convince il presidente Cellino a portare in rossoblù altri due calciatori allenati a Treviso, cioè Orlando e Beghetto. Quest’ultimo è il miglior realizzatore, con sedici reti, del bel duo di attaccanti del Treviso 1999/2000. Il suo compagno di reparto, allora poco conosciuto e che risponde al nome di Toni, realizzerà una rete in meno, ma il prosieguo delle due carriere dimostrerà che al Cagliari le cose sarebbero andate probabilmente meglio se avesse preso l’altro, di attaccante o se avesse preso un altro ancora attaccante di quel Treviso, cioè Rocchi, anch’egli poco reclamizzato ma che avrà un brillante futuro. Dopo l’avvio di stagione in Coppa Italia, concluso con l’eliminazione, il Cagliari debutta in campionato il 3 settembre. È il primo campionato di B per i rossoblù dall’avvento delle televisioni a pagamento e in questa categoria c’è l’anticipo del venerdì e il posticipo del lunedì, sempre in notturna.

La partenza è bruciante. 4-0 a danno del Crotone nell’esordio in casa, con due reti di Melis, a cui fanno seguito altri due successi. Il primo di questi in casa del Treviso, che metterà a segno una delle due reti proprio con Beghetto che, a seguito della sua brillante prestazione, passerà in rossoblù. E trittico che si conclude con il successo al Sant’Elia, 2-1 in rimonta a danno del Pescara, la squadra che si rivelerà il peggiore attacco del torneo, grazie a due reti di Fontolan, che porta i rossoblù in testa a punteggio pieno dopo tre gare, insieme al Piacenza.

Dopo questo incoraggiante avvio il Cagliari rallenta notevolmente ottenendo solo una vittoria nelle successive sei partite. In classifica prende il largo il Cosenza, seguito dal sorprendente Chievo e dal Venezia, con i rossoblù cagliaritani costretti ad inseguire. La squadra riprende quota nelle successive cinque gare, tre delle quali vinte, due in trasferta, dove si segnano quattro reti a Ravenna e tre ad Empoli, arrivando alla quattordicesima giornata con il Venezia scavalcato in una classifica che vede i rossoblù secondi ad un solo punto dalla vetta, occupata sempre dal Cosenza e con il migliore attacco del campionato.

Siamo in dicembre e si è ad un crocevia importante in questa stagione perché da questo momento in avanti inizia il declino delle prime due in classifica con il Cosenza che, dalla gara successiva, perde definitivamente il comando della graduatoria, occupato per nove giornate in solitario in questo primo scorcio di stagione e il Cagliari che inizia una inesorabile discesa in classifica. Il successivo impegno dei rossoblù è in casa contro un Torino, altra squadra neoretrocessa dalla Serie A, in netta crisi, staccato di dieci punti dal Cagliari e incredibilmente impelagato in zona retrocessione. Il Torino, che solo il turno precedente ha iniziato a dare segni di ripresa, vince a Cagliari e avvia un’incredibile rimonta che lo porta, dopo ben otto vittorie di fila, al secondo posto in classifica e in piena zona promozione.

Il mercato di riparazione porta al Cagliari qualche novità, che non cambierà il destino sportivo della squadra con in entrata il difensore Medri, in arrivo dal Brescello, formazione di Serie C1 e Antonio Esposito, calciatore svizzero proveniente dal Grasshopers che non lascerà tracce nella sua miliza in rossoblù. In uscita segnaliamo tre giovani calciatori sardi, cioè Melis che non trova spazio in attacco, chiuso da Beghetto, Cammarata e Suazo, che passa in prestito all’Alessandria, in Serie C1, Pisanu, calciatore rientrato ad inizio stagione anch’egli da un prestito dell’annata precedente al Siena, in Serie C1 ma che, anche per vari infortuni, non è mai sceso in campo e che va al Verona in A e Carrus che passa in C1 alla Spal. Anche Cavezzi, non rientrante nei piani del tecnico, scende di categoria per accasarsi al Como, anch’egli in Serie C1, mentre un altro calciatore che trova poco spazio, anche a causa di vari infortuni, cioè Fontolan, a stagione in corso decide addirittura di chiudere immediatamente la sua esperienza al Cagliari dando anche l’annuncio dell’abbandono della attività agonistica.

Il successo di Empoli, come detto, sarà l’ultimo momento di gloria per il Cagliari. Da quel momento in poi, a partire dalla sconfitta interna contro il Torino, la prima tra le mura amiche, per i rossoblù si parte con una serie di quattordici gare condite da appena due successi, entrambi sul finire di un girone di andata che vedrà in testa il Chievo e con i rossoblù a due punti dal quarto posto, l’ultimo valido per la promozione. Ma il Cagliari, come detto, è in declino e all’indomani della sconfitta sul campo della capolista Chievo, arriva anche il cambio alla guida tecnica con Materazzi che rimpiazza Bellotto. Il cambio dell’allenatore, non solo non porta il benché minimo beneficio, ma peggiora addirittura le cose con la media punti che passa da 1,5 a gara con Bellotto (equivalente di una vittoria e una sconfitta ogni due partite) a quella di un punto a gara con Materazzi (l’equivalente di due pareggi ogni due partite). Con il nuovo allenatore, da segnalare, in negativo, un’umiliante sconfitta 1-0 sul campo di un Monza penultimo in classifica che si è, per giunta, trovato a ventotto minuti dal termine, con il punteggio sullo 0-0, con un uomo in meno causa un’espulsione a cui fa seguito, nella trasferta successiva, un’altra batosta (4-2) sul campo di un’altra squadra in piena zona retrocessione, la Pistoiese. Il primo successo per la squadra con Materazzi allenatore arriverà solo al quinto tentativo ed è il primo di tre consecutivi, che porteranno alla speranza di una dignitosa conclusione di campionato, anche perché, tra le vittime, ci sono due squadre quotate come il Cosenza, che viene battuto in casa sua, e il Venezia, al momento addirittura capolista solitario e che verrà sconfitto 2-1 in rimonta al Sant'Elia. Invece quella contro i lagunari sarà l’ultima vittoria di un campionato che avrà di positivo per il Cagliari, nella parte finale, solo il lancio in prima squadra di alcuni giovani del vivaio come Capone, Carrus e Soro.

La parte terminale del campionato parla di quattro sconfitte e tre pareggi per una classifica finale che vedrà il Cagliari finire undicesimo con cinquanta punti e un girone di ritorno che avrà solo tre squadre (Treviso, Pescara e Ravenna, che retrocederanno tutte tre) fare peggio per i rossoblù con perfino il Monza (la quarta delle retrocesse, peggiore difesa del campionato e unica a non avere ottenuto nessun pareggio esterno) a fare più punti nella seconda parte del torneo.

Che viene vinto dal Torino, che conclude la sua splendida rimonta addirittura al primo posto e con tre punti di vantaggio sul sorprendente Chievo (la squadra con la miglior difesa), per la prima volta promosso in A e con Piacenza e Venezia a completare il quartetto delle promosse. Il che significa che tre delle quattro provenienti dalla A sono riuscite a ritornare immediatamente nella massima categoria con solo il Cagliari che non festeggia.

In questo campionato c’è un dato statistico di valore assoluto da rilevare. Infatti tutte le squadre sono riuscite a vincere almeno due partite in trasferta ed è un evento mai verificatosi nella storia della Serie B, il cui primo campionato è datato 1929/30. Il Venezia è stata l’unica squadra senza sconfitte interne oltre che quella con il migliore attacco.

Per quanto riguarda la rosa del Cagliari, saranno ben trenta i calciatori scesi in campo, primato assoluto al momento nella storia dei rossoblù in Serie B. Dato numerico favorito anche dal fatto che in ciascuna delle trentotto partite sono scesi in campo tutti i quattordici calciatori consentiti, visto che in ogni gara l'allenatore ha effettuato tutte le tre sostituzioni possibili. Di questi nessuno giocherà tutte le trentotto gare di campionato e la metà realizzerà almeno una rete. Anche il numero di calciatori a segno in campionato nella stessa stagione è un primato nella storia del Cagliari nei suoi campionati disputati a venti squadre.

Primatista di presenze è Scarpi con trentacinque gare disputate, miglior realizzatore Suazo con dodici reti, una in più di Cammarata.