La storia del Cagliari
Tutta la cronistoria rossoblù, partita per partita
1981/82
Campionato Serie A
La prima novità nel Cagliari edizione 1981-82 sta al vertice. C’è infatti il cambio della guardia alla guida della società con Alvaro Amarugi, imprenditore toscano, che acquista la società succedendo nella presidenza a Mariano Delogu. Il nuovo presidente non è nuovo nel mondo del calcio essendo, fino alla stagione precedente, il presidente del Grosseto, formazione di Serie C2 della sua città natale inserita, tra le altre cose, nel girone delle squadre sarde. Questa novità sarà l’avvio di un repentino e improvviso declino nel destino sportivo del Cagliari, che farà vivere alla squadra e alla società tra i periodi più negativi della sua storia. Le brillanti salvezze e le soddisfazioni delle stagioni precedenti non avranno un seguito e in questa annata la conferma della categoria sarà in dubbio fino all’ultimo minuto dell’ultima partita e sarà davvero sudatissima.

Per quanto riguarda i movimenti di mercato, i principali riguardano due centrocampisti di categoria, cioè Goretti e Restelli. Il primo arriva dal Perugia, con il quale era retrocesso al termine della precedente annata e che farà parte solo per quest’anno del Cagliari dove sarà perlopiù una riserva e che non lascerà grandi tracce. Un po’ meglio Restelli, proveniente dalla Fiorentina e titolare in rossoblù per due stagioni. Sempre come riserva viene ingaggiato il giovane e promettente difensore De Simone, arriva dalla Frattese, Serie C. Ma anche lo sfortunatissimo Baldizzone, proveniente dalla Serie B, per l’esattezza dall’Atalanta, squadra in cui è cresciuto calcisticamente. E’ un difensore ventunenne molto promettente e nel Cagliari giocherà titolare le prime quattro partite ufficiali (cioè quelle di Coppa Italia) e viene sempre impiegato dal primo minuto nelle prime nove gare di campionato. Ma proprio alla nona subisce un grave infortunio al ginocchio che, praticamente, gli fa chiudere la carriera. Nel mercato di riparazione autunnale il Cagliari ingaggerà Logozzo, proveniente dalla Sampdoria, per sopperire alla sua assenza. Altre novità rispetto ad un anno prima sono costituite dal portiere Dore e dall’attaccante Ravot ma in entrambi i casi non si tratta di facce nuove, ma di due rientri da prestiti rispettivamente alla Pro Patria e al Lane Rossi Vicenza.

In uscita, sempre per rientro dopo la fine del prestito, ci sono Tavola e soprattutto Virdis. Entrambi rientrano alla Juventus e quest’ultimo sarà grande protagonista in bianconero facendo decollare ad alti livelli la sua carriera. Un’altra uscita, relativa al mercato autunnale, è quella di Gattelli che, non trovando più spazio in rossoblù (appena quattro scampoli di partita all’inizio del campionato) scende di due categorie andando al Padova in C1. Nuovo è anche il tecnico con Carosi a rilevare Tiddia, tecnico del Cagliari in cinque delle ultime sei stagioni.

L’avvio di campionato del Cagliari è un po’ stentato ma comunque la squadra rimane in linea di galleggiamento secondo quello che è l’obiettivo stagionale, cioè la conferma della categoria, per diverso tempo. Il primo successo arriva alla sesta giornata ed è il primo di tre consecutivi in casa e il girone di andata, chiuso in testa dalla Fiorentina, si conclude con tredici punti in classifica. Queste tre vittorie casalinghe saranno tutte quelle ottenute nel girone di andata, chiuso dal Cagliari senza sconfitte interne e dopo l’ultima di questo trittico, arrivata alla decima giornata, per il Cagliari si apre un lungo periodo di sofferenza, tant’è vero che bisognerà attendere ben otto turni per tornare a vedere i rossoblù conseguire i due punti della vittoria.

E succede in una di quelle occasioni che rimangono nella storia perché il Cagliari, contro ogni pronostico, va a vincere autoritariamente sul campo dell’Inter terza in classifica con un 3-1 che non ammette discussioni. Ma è un successo che è assolutamente episodico visto che nelle successive quattro gare il Cagliari ottiene solo un punto e la vittoria sull’Inter è l’unica nell’arco di tredici partite.

In coda alla classifica il passo è lento per tutti ma questo non impedisce al Cagliari di trovarsi in piena zona retrocessione, al terzultimo posto, alla 23ma, alla vigilia della partita interna contro il Como, ultimo in classifica. I rossoblù tornano al successo ma perdono le due successive gare e si presentano alla 27ma giornata in quello che è uno scontro diretto drammatico, dal punto di vista sportivo.

Al Sant’Elia il arriva il Genoa, quartultimo in classifica e con un punto di vantaggio. Gli ospiti si portano in vantaggio e il Cagliari vede per davvero in faccia la Serie B ma riesce la rimonta e proprio al 90mo arriva la rete del 2-1 che da un po’ di ossigeno alla classifica mettendo, viceversa, nei guai il Genoa. La sconfitta della quintultima giornata, cioè quella prima della gara contro il Genoa, sarà l’ultima del campionato e, dopo un altro pari interno contro il Milan, arriva un altro roboante successo esterno che avvicina notevolmente i rossoblù alla salvezza. Si tratta di un rotondo 4-1 ottenuto sul terreno dell’Avellino. Salvezza che si ottiene con un punto interno nell’ultima di campionato, a prescindere dai risultati della concorrenza. Il problema è che l’avversaria di turno è la capolista Fiorentina che ha, a sua volta, bisogno del successo per vincere lo scudetto. E la partita, giocata davanti a spalti gremiti, regala lo 0-0 che significa salvezza per il Cagliari ma che toglie lo scudetto alla Fiorentina.

Riguardo la storia del restante campionato, questo parte con la squadra campione in carica, cioè la Juventus, decisa più che mai a confermarsi tale al punto che dopo sei turni i bianconeri sono a punteggio pieno. Ma alla settima arriva la sconfitta interna nello scontro diretto contro la Roma seconda in classifica che lancia la squadra giallorossa nella lotta al vertice. Che comprende, nella prima parte del campionato, anche Fiorentina e Inter, al punto che queste quattro squadre saranno a pari punteggio al primo posto dopo undici gare (anche se la Roma la sua undicesima gara la disputerà dopo le rivali dato che l’incontro era stato sospeso per avverse condizioni meteo).

Tuttavia Inter e Roma non riusciranno a tenere il passo e la lotta per il titolo diventerà, per tutto il girone di ritorno, un discorso a due tra Fiorentina e Juventus. Queste due squadre si alterneranno in testa alla classifica senza mai riuscire a staccarsi l’una dall’altra per una distanza superiore al punto e arrivano a pari merito alla vigilia dell’ultima di campionato, con prospettive di spareggio post campionato per decidere il titolo. Detto del pareggio della Fiorentina a Cagliari, la Juventus risponde vincendo a Catanzaro e conquistando il ventesimo titolo, che vale la seconda stella.

Riguardo la lotta per non retrocedere, che ha coinvolto il Cagliari, le squadre che hanno lottato per evitare il declassamento sono state quattro, per evitare due posti retrocessione, dato che uno di questi veniva già aggiudicato, suo malgrado, al Como con un certo anticipo.

Detto di Cagliari e Genoa, gli altri due nomi sono di quelli altisonanti e si tratta nientemeno che di Bologna e Milan, due squadre mai finite in Serie B. Alla fine la retrocessione toccherà proprio ad entrambe queste squadre e il risultato è di quelli che fanno clamore. Con Genoa e Cagliari a ottenere la conferma nella categoria. Il tutto deciso negli ultimi novanta minuti di campionato.

Per quanto riguarda qualche dato statistico, le migliori cose le hanno fatte Juventus e Fiorentina con i toscani i meno sconfitti (due partite perse) i migliori in casa dove sono stati gli unici imbattuti. Migliore attacco e migliore difesa per la Juventus e primati negativi conseguiti, in buona parte, dal Como ultimo della classe e una delle due (l’altra è il Genoa) senza successi esterni.

Per il Cagliari, che sarà la squadra con il massimo dei pareggi interni e il minimo di quelli esterni, scenderanno in campo un totale di ventitrè calciatori. Primatista di presenza sarà Lamagni con ventinove gare giocate, miglior realizzatore sarà Piras con nove reti