2025/26
Coppa Italia
Settantanovesima edizione della Coppa Italia con il Cagliari che fa cifra tonda essendo giunto alla settantesima partecipazione. La formula è quella collaudata degli ultimi
anni, tendente a rendere il torneo snello con tutte le partite in gara unica e a eliminazione diretta con l’eccezione della semifinale, al meglio delle due gare e calci di
rigore in caso di parità senza disputa dei tempi supplementari con eccezione per la gara di ritorno delle semifinali e per la finale, da disputare nel consueto campo neutro
costituito dallo stadio Olimpico di Roma.
Il torneo non ha avuto particolari sorprese ma ha vissuto in buona parte sul filo dell’equilibrio quasi tutte le partite
tra quarti e semifinale e ha visto il successo finale dell’Inter, dominatrice stagionale del calcio italiano, che fa accoppiata Campionato-Coppa Italia avendo vinto anche lo
scudetto. Per la squadra milanese è il decimo successo nella manifestazione e l’ultima contendente è stata la Lazio, padrona di casa, sconfitta senza troppa sofferenza 2-0 con
punteggio maturato già nella prima frazione di gioco.
Come detto, equilibrio in due delle quattro gare dei quarti di finale, decise ai calci di rigore, con vittima
anche il Bologna, detentore del torneo e nelle semifinali con lo scontro tra Lazio e Atalanta deciso anch’esso ai calci di rigore e altra semifinale con il Como, grande
protagonista anche in campionato, che concluderà al quarto posto che, dopo lo 0-0 casalingo dell’andata, si rendeva protagonista di una gran partita di ritorno passando sul
doppio vantaggio sul terreno dei futuri vincitori che riuscivano, tuttavia, in una grande rimonta capovolgendo la situazione e approdando in finale grazie alla vittoria per 3-2.
Per quanto riguarda il Cagliari, l’esordio in Coppa, che coincideva con l’esordio ufficiale stagionale, li vedeva ospitare alla Sardegna Arena la Virtus Entella, squadra
neopromossa in B, esattamente come accaduto nella stagione 2015/16. Ma mentre dieci anni prima i rossoblù superavano agevolmente il turno, vincendo con il punteggio di 5-0, in
questa edizione la pratica ha causato qualche patema imprevisto. Chiusa la prima frazione in vantaggio, il Cagliari aveva occasione di chiudere la contesa a quattro minuti dal
termine su calcio di rigore ma il tiro dal dischetto veniva sbagliato con la Virtus Entella a pareggiare sul capovolgimento di fronte per l’1-1 finale che li obbligava alla disputa dei
calci di rigore che li vedeva finalmente vincitori.
Decisamente meglio nel turno successivo con la netta vittoria con il punteggio di 4-1 a danno del Frosinone,
squadra che terminerà il proprio campionato di Serie B centrando la promozione, che dava occasione ai rossoblù di misurarsi negli ottavi di finale sul campo del Napoli, seconda
forza del campionato.
Qui il Cagliari subiva il dominio dell’avversario che passa in vantaggio poco prima della mezz’ora di gioco ma i rossoblù hanno il merito di
riuscire a rimanere in partita riuscendo, in maniera per la verità un po’ fortunosa, a cogliere la rete del pareggio a ventitre minuti dal termine. Da quel momento in poi il
furore agonistico del Napoli si spegneva e cresceva il Cagliari, che legittimava così il pareggio finale.
Come nella prima gara, qualificazione affidata ai calci di
rigore e in questo caso la contesa si rivelava un’autentica maratona con l’esecuzione di ben venti tiri, praticamente mancava al tiro per il Cagliari solo il portiere Caprile,
di cui diciassette andati a segno al termine della quale è il Napoli a prevalere.
Da rilevare il tramonto dell’esperienza in rossoblù dopo una sola stagione per
Piccoli e Zortea che, dopo la partita d’esordio di Coppa Italia e prima del debutto in campionato, venivano ceduti rispettivamente alla Fiorentina e al Bologna.